Lunedì, 20 Settembre 2021
Mondo Libia

Isis, gli americani vogliono la guerra: ma Obama frena

In un lungo articolo il New York Times ricostruisce l'aspro dibattito in corso tra Pentagono e Casa Bianca: "Alcuni consiglieri spingono per un intervento militare in Libia, ma il presidente è restio"

Barack Obama (Infophoto)

STATI UNITI - Alcuni dei massimi consiglieri sulla sicurezza nazionale statunitense stanno facendo pressioni sul presidente Barack Obama affichè apra un fronte militare contro l'Isis anche in Libia. Obama, restio a intervenire in un altro Stato lacerato da un conflitto, ha detto ai consiglieri di "raddoppiare gli sforzi per contribuire alla formazione di un governo di unità nazionale in Libia"; ma nel frattempo, il Pentagono continuerà a vagliare le opzioni possibili, che includono raid aerei, l'invio di forze speciali sul terreno o di personale che possa aiutare i soldati libici, come sta avvenendo ora nella Siria orientale. 

"L'uso di un ampio numero di soldati sul terreno non è un'opzione" per Obama, secondo quanto riportato dal New York Times. Ma il dibattito, affrontato in un vertice, la scorsa settimana, non ha ancora portato a una decisione finale. "Qualsiasi operazione militare sarebbe comunque coordinata con gli alleati europei".

Obama vorrebbe evitare di dar vita a una nuova campagna militare nel suo ultimo anno alla Casa Bianca, ma sa anche che è necessario intervenire rapidamente "per impedire l'ascesa di un nuovo braccio dell'Isis che, se lasciato libero di agire, potrebbe attaccare l'Occidente". 

Il segretario alla Difesa, Ashton Carter, ha riassunto il tentativo di trovare il giusto equilibrio tra le due necessità, affermando che gli Stati Uniti "vogliono aiutarli ad avere il controllo del loro Paese", "senza scivolare in una situazione come quella in Siria e Iraq. Per questo stiamo valutando le opzioni su cosa fare in futuro".

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