Conte, Merkel (e Macron) ora temono il caos in Libia

L'annuncio della "battaglia decisiva" per "avanzare verso il cuore di Tripoli" ha fatto scattare un incremento delle misure di sicurezza mentre si teme che la recrudescenza degli scontri possa causare un vero e proprio bagno di sangue

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la cancelliera tedesca Angela Merkel al Consiglio europeo, Bruxelles, 12 dicembre 2019.

Libia sempre più nel caos. Il generale Khalifa Haftar, a capo delle truppe del governo libico "ribelle" che ha sede a Tobruk, in Cirenaica, ha annunciato l'inizio delle operazioni per entrare a Tripoli, sede del Governo di unità nazionale (Gna) guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall'Onu.

La diretta televisiva con l'annuncio della "battaglia decisiva" per "avanzare verso il cuore della capitale" ha fatto scattare un incremento delle misure di sicurezza mentre si teme che la recrudescenza degli scontri possa causare un vero e proprio bagno di sangue.

Secondo fonti delle Nazioni Unite, negli ultimi mesi sono almeno 200 civili e oltre 2mila combattenti le vittime della battaglia per il controllo della capitale iniziata lo scorso aprile e i soldati di Haftar sono da mesi bloccati nella periferia sud di Tripoli. Inoltre sarebbero state già circa 146mila le persone costrette a fuggire.

Molte le influenze straniere sullo scacchiere libico. così prezioso per la presenza di petrolio nel sottosuolo dei deserti berberi. Le forze del governo di accordo nazionale libico hanno annunciato di aver distrutto una sala operativa russa nei pressi dell'area al-Tuwaisha, a sud di Tripoli.

Le nazioni europei da mesi stanno tentando di garantire la stabilità dell'area che - dopo la caduta del regime di Gheddafi nel 2011 - è da anni una terra governata da accordi tra le milizie tribali locali.

Mentre i diplomatici occidentali avrebbero iniziato a lasciare Tripoli, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkela margine del Consiglio europeo, hanno diffuso un appello per un cessate il fuoco e nella dichiarazione congiunta chiedono alle organizzazione regionali, come la Lega Araba e l'Unione Africana, di giocare un ruolo importante nella stabilizzazione dell'area mediando tre le forze che si stanno scontrando sul terreno. 

"I leader di Francia, Germania e Italia "hanno reiterato il loro fermi attaccamento all'unità, integrità territoriale, indipendenza, sovranità della Libia e all'obiettivo di una Libia stabile, sicura, democratica e prospera, nell'interesse del popolo libico e dell'intera regione euromediterranea".

"Come sapete - ha detto il premier Conte - adesso ci sono degli attori anche stranieri che essendo scesi sul terreno con un appoggio militare molto chiaro in termini di equipaggiamento, in termini di risorse finanziarie e addirittura di soldati, hanno un ruolo, e dobbiamo confrontarci con loro. Ma - ha sottolineato Conte - rimane la piena condivisione" con i leader di Francia e Germania "del fatto che bisogna indirizzare subito questo conflitto verso una soluzione politica, e lo faremo con voce unitaria; e, ragionevolmente, perverremo anche in giornata a emettere una dichiarazione congiunta".

Guerra in Libia, le forze in campo

Fra tribù, milizie e interessi stranieri, lo scacchiere libico non è mai stato semplice.

Nella Libia occidentale la Tripolitania è stata affidata con l'intesa di Skhirat ad un governo di accordo nazionale sostenuto dall'Onu sotto il comando dell'ex ingegnere civile Fayez al-Serraj che gode dell'appoggio militare di Turchia e Qatar. A difendere Tripoli anche i miliziani di Misurata e altre milizie tra cui le più note forze di Zintan.

L'Italia è presente ufficialmente con la missione Miasit di assistenza e supporto al governo di Serraj; prevede un impiego massimo di 400 militari in tripolitania.

L'est Libia è sotto il comando del maresciallo Khalifa Haftar che con il suo Esercito nazionale libico fece la guerra a Gheddafi e agli islamisti dell'Isis. Alleati anche sul campo Emirati Arabi Uniti ed Egitto, due Paesi che vorrebbero fare di Haftar un “gendarme” contro l’avanzata dei Fratelli musulmani in Nord Africa. Oltre alla Russia, che in Libia ha anche disposto un battaglione di mercenari.

In Cirenaica sono palesi gli interessi della Francia: Macron in particolare punta a tutelare gli affari di Parigi (che ha in Libia la Total, ndr), soprattutto in prossimita dei confini con i francofoni Ciad, Niger e Mali.

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Per saperne di più una semplice infografica di Alberto Bellotto

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