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Venerdì, 20 Maggio 2022

No, non è un problema degli ucraini: è anche nostro

Quasi paradossalmente, ora che "l'operazione militare speciale" di Putin e del suo regime sta mostrando il suo vero volto di guerra di aggressione che colpisce anche i civili, in occidente cresce il fronte di chi accusa gli ucraini, e in particolare il presidente Zelenskyj, di essere responsabili di tutto questo. Persone che commentano sui social che questa situazione è dovuta "alle manie di grandezza di Zelenskyj", "un criminale che manda il suo popolo al massacro", e che "ci vuole ostinatamente tutti in guerra", anzi "ci vuole trascinare in una guerra nucleare" e poi il classico "è pagato per volere la guerra".

Non possiamo guardare dall'altra parte

Certo, noi vogliamo stare qui al caldo e con la pancia piena, liberi di fare l'aperitivo e di pagare poco la benzina, insomma chissenefrega della libertà degli ucraini e del loro diritto di poter scegliere il proprio destino. "Meglio per loro arrendersi e sottomettersi a Putin", è il ragionamento ormai esplicito di queste persone, ma in realtà il ragionamento vero sottostante è che "è meglio per noi", così si torna presto alla 'normalità' e alle nostre vite senza benzina a 2,2 euro e quelle brutte immagini al tiggì, che "non bastava il Covid?". Penso che dietro ci siano i classici meccanismi di auto-indulgenza per sedare il senso di colpa. Ci auto-assolviamo e anzi scarichiamo la colpa sulle vittime. Noi non dobbiamo sentirci in colpa per quello che accade, per aver chiuso un occhio, anzi due, durante tutti questi anni per quello che faceva il regime di Putin. Anzi ridevamo per i meme che mostravano Putin come l'uomo forte e c'era Salvini che ogni due per tre metteva le sue magliette tessendone le lodi. Ora cosa vorranno mai ora gli ucraini? Che si arrendano a Putin, che Zelenskyj ceda il potere e la smetta di "fare bullo". Poco importa che Putin sia un dittatore autocrate e Zelenskyj invece democraticamente eletto. Poco importa che l'Ucraina stia con fatica, da anni, cercando la strada dell'emancipazione e dell'integrazione europea, che "tanto da quelle parti è sempre stato così". Queste persone non meritano il sacrificio dei nostri partigiani e degli alleati che ci hanno liberato dal nazifascismo. E la cosa triste è che a molti di loro in fondo non dispiacerebbe più di tanto stare sotto un dittatore come Putin.

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Perchè le condizioni russe sono inaccettabili

"L'Ucraina deve negoziare!", si sente ripetere ovunque. Come se non lo facesse. Invece l'ha fatto dall'inizio e lo continua a fare, anche se di solito si negozia per una disputa, per un contenzioso. Qui c'è un'aggressione e un'invasione, un atto di prevaricazione e di imposizione delle volontà di una parte sull'altra, con la forza delle armi: non ci sarebbe da 'negoziare', ma solo da ristabilire l'ordine delle cose. Ad ogni modo l'Ucraina non si è mai tirata indietro dal dialogo e il presidente stesso Zelenskyj è uscito chiaramente allo scoperto lunedì in una intervista all'ABC dicendo che "la NATO non è più nelle priorità" e poi che sono disposti a discutere con la Russia di Donbass e di Crimea. Il problema è che per negoziare bisogna essere in due. E allora vediamo chi c'è dall'altra parte e cosa vogliono negoziare. Innanzitutto la Russia ha voluto i colloqui in Bielorussia, e già questa sarebbe una barzelletta: la Bielorussia è parte attiva nell'invasione, non certo un territorio neutrale. Inoltre, in attesa dei colloqui, i russi hanno continuato ad attaccare e ad avanzare. Ciononostante gli ucraini hanno accettato e hanno mandato in Bielorussia alcuni pezzi grossi, come il ministro della difesa Reznikov e il consigliere del presidente. Invece i russi hanno mandato figure di secondo ordine come uno dei consiglieri di Putin e il viceministro della difesa Fomin, e già questo dimostra una scarsa volontà di dialogo. Dagli incontri in Bielorussia si è ottenuto poco, la cosa più rilevante è stato il cessate il fuoco per stabilire dei corridoi umanitari - cessate il fuoco e corridoi umanitari non rispettatati dalle truppe di Mosca, come riportato da diversi giornalisti sul campo.

La popolazione non accetterà mai Putin

Ma giovedì si è svolto finalmente un incontro di più alto livello, in territorio neutro, ad Antalya in Turchia, dove erano presenti i due ministri degli esteri, l'ucraino Kuleba e il russo Lavrov. Nonostante le aspettative per il luogo e per gli attori coinvolti, putrppo anche da questo negoziato non è venuto fuori granché, se non che le condizioni poste dalla Russia sembrerebbero essere poco meno di una resa incondizionata. Putin sembra non voler cedere un centimetro, e sta andando avanti con il suo piano iniziale - quasi in modo testardo, sebbene il colpo di mano di rovesciare il governo non gli sia riuscito. A dimostrazione di questo atteggiamento c'è stata la "lettera aperta" dell'ex presidente ucraino Janukovyč, filorusso corrotto e deposto dalle rivolte di piazza Maidan e in esilio a Mosca, che invita Zelenskyj "a fermare lo spargimento di sangue e raggiungere un accordo di pace ad ogni costo". Paradossale e ridicolo oltre ogni misura, davvero Putin pensa di poter reinsediare Janukovyč a Kiev? Non sarà mai più accettato dalla popolazione ucraina, neanche da quella che era 'filorussa'. E allora si capisce come i bombardamenti sui corridoi umanitari e sull'ospedale pediatrico e di maternità di Mariupol non siano dei 'danni collaterali': è solo un avvertimento di quello che spetterà agli ucraini se non accettano le condizioni russe. Tante nuove Grozny.

Servono dei negoziati seri

Ma l'arroganza e la rozzezza del regime di Putin hanno raggiunto il livello più alto nella conferenza stampa seguita ai colloqui in Turchia, quando un giornalista ha chiesto a Lavrov se la Russia abbia intenzione di attaccare altre nazioni e il ministro degli esteri ha risposto: "Non programmiamo di invadere altri Paesi, non abbiamo neppure invaso l’Ucraina". Proprio così. Chiaro? Non hanno invaso l'Ucraina! Tornando quindi al punto iniziale, come è pensabile di poter 'negoziare' con questi personaggi? Come ci si può fidare della loro parola quando non hanno vergogna di mentire spudoratamente in mondovisione? Quando dite spazientiti che l'Ucraina deve 'negoziare', dovreste più semplicemente dire che l'Ucraina dovrebbe arrendersi. E allora vi rimando al mio post precedente. Ma se anche gli ucraini decidessero di arrendersi - qualsiasi cosa voglia dire - crediamo davvero che la Russia rispetterà le parole date? E' facile immaginare che invece instaureranno in Ucraina un regime di terrore, daranno la caccia a politici, giornalisti e persone di cultura che in questi anni si sono espressi liberamente. L'hanno già fatto nella 'liberata' Crimea, dove nonostante ci fosse una popolazione in maggioranza non ostile e non sia stato sparato un colpo, i rapporti OSCE denunciano che ci sono gravi violazioni dei diritti umani. E allora forse fra arrendersi e finire in prigione - nella migliore delle ipotesi, e combattere per la libertà con la speranza di fermare gli invasori, è probabile che gli ucraini scelgano di provarci fino alla fine. A meno che il regime di Putin non accetti finalmente di negoziare, ma per davvero.

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