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Domenica, 22 Maggio 2022
Fragili tentativi di dialogo / Ucraina

Ucraina-Russia, cosa si nasconde dietro la minaccia atomica di Putin

La guerra è arrivata al giorno numero cinque. Il conflitto lampo nel quale sperava Putin (che ora si sente tradito dai suoi generali, ulteriore elemento che rende sempre più imprevedibile e pericoloso il capo del Cremlino) non è più uno scenario realistico

Ucraina e Russia forse si siederanno al tavolo oggi, nel primo tentativo di dialogo dall'inizio della guerra innescata dall'invasione ordinata dal presidente russo Vladimir Putin. Le due delegazioni si dovrebbero incontrare al confine tra Ucraina e Bielorussia, vicino al fiume Pripyat. Non lontano dalla vecchia centrale nucleare che nel 1986 terrorizzò l’Europa, un gruppo di delegati del governo ucraino tra poche ore si siederà davanti al gruppo di delegati del Cremlino. La località è segreta, si sa solo che si trova sulle sponde del fiume al confine tra Ucraina e Bielorussa. La guerra è arrivata al giorno numero cinque.

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La guerra lampo nella quale sperava Putin (che ora si sente tradito dai suoi generali, ulteriore elemento che rende sempre più imprevedibile e pericoloso il capo del Cremlino) non è più uno scenario realistico. Le forze armate ucraine stanno resistendo (anche perché finora Mosca non ha ordinato bombardamenti a tappeto). Kiev è accerchiata ma non cade. Il ministro della Difesa adesso posta selfie sorridenti con il presidente Volodymyr Zelensky. "Vinceremo, stiamo già vincendo", scrive. "Quindi suggeriamo agli invasori di tornare a casa, sono ancora in tempo". Ma è presto, bisogna prepararsi a ogni esito. Anche perché, contestualmente alla notizia dell’avvio di un colloquio tra le parti (previsto tra oggi e lunedì), Putin ha evocato lo spettro nucleare, ordinando di mettere in allerta il sistema difensivo atomico della Russia "in risposta alle aggressioni dell’Occidente".

Cosa significa davvero la mossa atomica di Putin 

Cosa significa in concreto la decisione del Cremlino sulla preallerta del sistema difensivo atomico? Intanto un poì di numeri. La Russia ha 6.255 testate nucleari, contro le 5.550 degli Usa, ma se si aggiungono le 290 francesi e le 225 britanniche il livello è quasi identico. Il trattato New START consente ad entrambi di averne 1.550 schierate, in genere sui missili balistici intercontinentali nei silos o sui sottomarini. Invece le bombe destinate agli aerei, o quelle tattiche per i razzi a corto raggio, vanno montate. Al momento il Pentagono non alza il livello di allerta, per non cadere nella trappola dell’escalation artificiale di Putin.

"Questa - dice a Repubblica Joseph Cirincione, analista del Quincy Institute for Responsible Statecraft di Washington - è una minaccia seria, non un bluff. La dottrina militare russa integra nei piani di attacco la dimensione cyber, convenzionale e atomica, e una settimana prima dell’invasione hanno fatto esercitazioni nucleari. Putin minaccia di usare queste armi, i suoi militari sono pronti, e quindi dobbiamo prepararci". I numeri delle testate contano fino a un certo punto: "Nessuno ragiona più in questi termin- spiega Cirincione - I russi hanno più testate e bombe tattiche; gli americani sono più pronti e hanno lo scudo, ma non basterebbe a proteggerci. Quando vai sopra le cento testate, ognuno ha la forza sufficiente a cancellare la vita dal pianeta". La realtà è che "Putin è nei guai. Pensava di ripetere Georgia o Crimea, prendendo Kiev in pochi giorni, eliminando Zelensky e instaurando un fantoccio. Non è andata così per la resistenza militare ucraina e la risposta compatta dell’Occidente. Le sanzioni contro la banca centrale lo espongono al rischio che oggi ci sia l’assalto agli sportelli. Quindi avverte l’Occidente che se continuerà le sanzioni, anche lui ha contro-minacce a disposizione". Lo spettro nucleare gli può servire ad alzare la pressione su Zelensky, in vista dei colloqui. Certo una settimana fa l'obiettivo di Putin non era ritrovarsi a negoziare con gli ucraini al confine bielorusso senza precondizioni. "E quindi alza la minaccia per strappare concessioni".

Alcuni analisti non escludono più l’esplosione di un’atomica tattica in Ucraina, magari con un missile a corto raggio come quelli delle esercitazioni pre-invasione, ma a quel punto la risposta della Nato sarebbe devastante.

"Pura propaganda"

Andrea Margelletti, analista di questioni militari e geopolitiche, presidente del Centro studi internazionali, da giorni annunciava che Putin avrebbe invaso l'Ucraina. A Putin agita la minaccia nucleare, Margelletti non ci crede: "Pura propaganda. E vi spiego perché - dice alla Stampa - Intanto una premessa. Da un punto di vista militare, quello che il presidente Putin annuncia con tanto clamore è un nonsenso. L'armamento nucleare, sia quello americano sia quello russo, è sempre in massima allerta. Non c'è proprio niente da incrementare. Nei silos dove ci sono i missili intercontinentali a testata atomica, sia quelli Usa sia quelli russi, ci sono in permanenza ufficiali in grado di premere il bottone in tre minuti e i missili arrivano a destinazione in trenta. Lo stesso accade con i sottomarini, perennemente in moto, sempre pronti a colpire".

E' il principio della deterrenza nucleare: "L'arma atomica dell'uno garantisce quella dell'altro - continua Margelletti - È l'equilibrio del terrore. Quel discorso, però, piuttosto è inquietante in sé. Ci dice che Putin è pronto a scelte che la nostra coscienza occidentale non riesce nemmeno a immaginare. Scelte che ci ripugnano. E ci dice quanto sia furioso. Perché va detto forte e chiaro che gli ucraini stanno umiliando l'invasore russo. Doveva essere una guerra lampo. I generali avevano promesso a Putin di vincere in due giorni".

Putin ci aveva avvertito, fa notare sul Sole 24 Ore Pavel Podvig, analista russo di armi nucleari: nel discorso pronunciato la mattina dell’invasione, il 24 febbraio, il riferimento a "conseguenze come non ne avrete mai viste se ci ostacolate" era davvero un’esplicita minaccia nucleare. "Che significa “regime speciale"? - si chiede Podvig -. Difficile dirlo, probabilmente si tratta di un ordine preliminare al comando nucleare, anche se non indica che la Russia si sta preparando a colpire per prima. È mai stata presa una decisione come questa? Non che io sappia, non escludo sia stato possibile negli anni 70 o 80. Ma probabilmente, questa è la prima volta".

Primo incontro dall'inizio dell'invasione

Da segnalare e rimarcare è che la richiesta di negoziare il cessate il fuoco arrivata da Mosca attraverso il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko è un punto a favore di Zelensky, a maggior ragione se si pensa che all’inizio delle operazioni belliche Putin rifiutava di parlarci. E tuttavia il presidente ucraino non sembra così fiducioso. "Non credo molto al risultato dell’incontro, ma proviamo" ha detto in un videomessaggio. "Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo i contatti con Alexander Lukashenko.

Il presidente bielorusso "si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina", ha detto Zelensky, che non ha nascosto il suo scetticismo: "Ma proviamo, in modo che nessun cittadino dell'Ucraina dubiti che io, in quanto presidente, non abbia provato a fermare la guerra quando c'era ancora una possibilità, sebbene piccola". "Kiev ascolterà ciò che la Russia ha da dire e discuterà del ritiro dei soldati russi dall'Ucraina per porre fine all'occupazione", ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

I colloqui vanno in scena in un clima di estrema tensione. Putin, subito dopo l'annuncio relativo al summit, ha ordinato di mettere in stato di massima allerta le forze di difesa nucleare, dopo "le dichiarazioni aggressive" da parte della Nato. "Alti funzionari di grandi nazioni Nato si abbandonano a dichiarazioni aggressive sul nostro Paese - ha detto -. Per questo ho ordinato al ministro della Difesa ed al capo di Stato maggiore di mettere le forze di deterrenza dell'Esercito russo in regime speciale di servizio da combattimento".

L'Ucraina "è una di noi e la vogliamo nell'Unione Europa", ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando con Euronews e ricordando che "c'è un processo con l'Ucraina" che riguarda "per esempio l'integrazione del mercato ucraino nel mercato unico". "Abbiamo una cooperazione molto stretta sulle reti energetiche", ha sottolineato. L'Unione Europea fornirà armi all'Ucraina, chiude lo spazio aereo alla Russia e si appresta a varare sanzioni contro la Bielorussia. "Chiudiamo lo spazio aereo Ue ai russi", ha detto quindi in conferenza stampa a Bruxelles. "Proponiamo un bando per tutti i velivoli di proprietà russa, registrati in Russia o controllati dai russi. Questi aerei non potranno più atterrare, decollare o sorvolare il territorio dell'Ue. Il nostro spazio aereo sarà chiuso ad ogni aereo russo, inclusi i jet privati degli oligarchi", ha spiegato.

"Prenderemo di mira l'altro aggressore in questa guerra, il regime di Lukashenko, che è complice dell'attacco feroce all'Ucraina. Colpiremo il regime bielorusso con nuove sanzioni". Verranno "bloccate" le esportazioni di "combustibili minerali, tabacco, legno e legname, cemento, ferro e acciaio. Verrà esteso anche alla Bielorussia il divieto di esportazioni delle merci a duplice uso, civile e militare, previsto per la Russia. Sanzioneremo i bielorussi che sostengono lo sforzo bellico russo", ha aggiunto. "E' caduto un altro tabù, che l'Europa non fornisce armi durante una guerra. Lo facciamo, perché viviamo in tempi senza precedenti: fronteggiamo la peste della guerra, come nei tempi biblici. E non finirà qui", ha affermato invece l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell.

Santa Sede pronta a mediare

Paragonare il conflitto in Ucraina agli incidenti che hanno preceduto la Seconda Guerra Mondiale "sono riferimenti che fanno rabbrividire. Bisogna evitare ogni escalation, fermare la guerra e trattare. Anche l'eventuale ritorno a una nuova guerra fredda con due blocchi contrapposti è uno scenario inquietante". Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in una intervista a Repubblica. "Sono convinto che ci sia ancora e sempre spazio per il negoziato", dice ancora Parolin: "La Santa Sede, che in questi anni ha seguito costantemente, discretamente e con grande attenzione le vicende dell'Ucraina, offrendo la sua disponibilità a facilitare il dialogo con la Russia, è sempre pronta ad aiutare le parti a riprendere tale via".

"I russi hanno ancora un grosso vantaggio"

L’avvio dei negoziati non ha fermato l’offensiva russa su Kiev e Kharkiv, le due principali città su cui sono concentrati gli attacchi ma che si sono rivelate più resistenti del previsto. Kharkiv resta sotto controllo ucraino malgrado diversi tentativi di sfondare dalla periferia, dove ieri prima dell’alba i russi avrebbero fatto esplodere un gasdotto. I russi, nota su Twitter Rob Lee, analista militare del King’s College di Londra, "hanno ancora un grosso vantaggio e stanno facendo progressi a Sud, ma stanno anche compiendo grossi errori di fondo e dimostrando incompetenza". La strategia iniziale, che puntava alle infrastrutture evitando le città ucraine e sperando in un rapido successo che limitasse l’impatto negativo sull’opinione pubblica, è fallita e "ha permesso agli ucraini di reagire e guadagnare tempo".

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