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Martedì, 9 Agosto 2022
Sfide globali / Russia

Il nuovo affondo di Putin contro Ue e Usa: "Nulla sarà più come prima"

Il presidente russo parla al Forum Economico di San Pietroburgo. Torna ad attaccare l'Occidente. Definisce "folli e fallimentari" le sanzioni contro Mosca. Dietro finte aperture al dialogo su export del grano e Ucraina nell'Ue, pronostica gli assetti del "nuovo mondo"

Le sanzioni dell'Occidente alla Russia? "Folli, sconsiderate e fallimentari". Gli Stati Uniti? "Si comportano come il messaggero di Dio in Terra". L'Ue? Un'organizzazione "che ha perso la sovranità" e con "illusioni geopolitiche". Ecco il "nuovo mondo" del presidente russo Putin, intervenuto al 25esimo Forum Economico di San Pietroburgo. Il leader del Cremlino parla per ore, nel giorno delle raccomandazioni della Commissione europea a conferire lo status di candidato membro Ue all'Ucraina, e propina la sua visione dell'attuale assetto geopolitico mondiale con una serie di stoccate precise agli Stati Uniti e all'Europa alternate a quelle che suonano come aperture più di facciata che reali.

L'attacco agli Stati Uniti

Il primo bersaglio nel discorso di Putin sono gli Usa che, secondo il leader del Cremlino "si sono eletti emissario di Dio sulla Terra" e hanno ancora un "atteggiamento coloniale". Putin avverte: "L'era dell'ordine mondiale unipolare è finita" e "nulla sarà più come prima. Elite dominanti di alcuni Paesi occidentali vivono nell'illusione e si aggrappano ostinatamente all'ombra del passato".

Le sanzioni dell'Ue alla Russia

Putin parla di economia, allontana l'ipotesi che il difficile momento per le economie internazionali sia legato alla guerra in Ucraina. "L'inflazione e l'aumento dei prezzi dell'energia in Europa era iniziato prima" della guerra, dice. Qui l'attacco all'Ue e, ancora una volta, la controrisposta alle sanzioni. "Sono i politici europei ad aver causato con le loro stesse mani seri danni alla propria economia", tuona. E insiste: "Le folli sanzioni (contro Mosca, ndr), hanno fallito" nell'obiettivo di colpire l'economia russa mentre costeranno all'Europa "oltre 400 miliardi di dollari". La profezia di Putin si allarga. Il presidente russo pronostica per altro per l'Europa dove "si mettono da parte gli interessi del popolo" e questo "porterà a un'ondata di radicalismo e, in prospettiva, a un cambio di elite".

L'amicizia con la Cina

Se Usa e Ue sono nemici, o meglio "Paesi ostili" come detto in passato dallo stesso Putin diverso è il legame con la Cina. Per Putin l'asse con Pechino "non è legata a recenti eventi geopolitici". E riferendosi alla posizione assunta da Pechino dopo l'invasione dell'Ucraina, Putin abbozza: "Non mi aspetto che la Cina ci assecondi in tutto".

La guerra in Ucraina

Come avviene ormai da febbraio, Putin torna a definire inevitabile la guerra in Ucraina. Continua a usare l'espressione "operazione speciale" . Dice che sì,  è "una tragedia" ma anche "inevitabile" e "legittima" per "difendere" i russi in Donbass e la sicurezza nazionale. Putin invita il suo esercito "a non trasformare le città liberate in una sorta di Stalingrado" (riferendosi alla città sovietica rasa al suolo dalla guerra di logoramento durante la seconda guerra mondiale).

La guerra del grano e le aperture di facciata

Da Putin quindi una serie di attacchi, mitigati da aperture che - alla luce degli ultimi mesi - sembrano più che mai vuote. A iniziare dal blocco del grano nei porti ucraini. Il leader del Cremlino dice disponibile al dialogo con le Nazioni Unite. Dice che la Russia pronta a garantire il transito di navi che esportano il grano ucraino attraverso il Mar Nero, ma che l'Ucraina ha anche cinque o sei rotte alternative - attraverso la Bielorussia, la Polonia o la Romania. "Devono decidere le autorità di Kiev senza interferenze da oltreoceano", ribadisce puntando a scardinare l'asse di Kiev con l'Occidente. L'Ucraina preme per lo sblocco del porto di Odessa da dove transita la maggior parte del suo grano, ma la paura è che l'apertura di un corridoio per le navi cargo possa essere utilizzato dai russi per attaccare la città.

C'è poi il capitolo relativo all'Ucraina nell'Ue.Putin arringa i suoi proprio nel giorno delle raccomandazioni della Commissione europea a conferire lo status di candidato membro Ue all'Ucraina, e si dice "non contrario". "L'Ue - chiarisce - non è un blocco politico-militare a differenza della Nato e non abbiamo nulla in contrario all'adesione". Poi pronuncia quello che ha tutta l'aria di un avvertimento: "La struttura economica dell'Ucraina richiederà ingenti sussidi", con la sua adesione "rischia di diventare una colonia dell'Unione europea".

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