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Venerdì, 14 Giugno 2024
Giornata cruciale? / Ucraina

Guerra Russia Ucraina: perché ora l'attenzione è spostata su Roma

Riprendono i colloqui tra Mosca e Kiev (in videoconferenza) e tornano a parlarsi Cina e Stati Uniti (proprio in Italia). Per dirsi cosa? Proviamo a capirlo

Riprendono i negoziati di pace in una giornata segnata anche dall'incontro, proprio a Roma, tra il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, e il direttore della Commissione Affari Esteri cinese Yang Jiechi. Kiev e Mosca tornano dunque a parlarsi. Così come Usa e Cina. Per dirsi cosa? Andiamo con ordine. Intanto va sottolineato il fatto che quella di ieri è stata una giornata che potrebbe rivelarsi importante nel proseguo del conflitto: la Russia ha infatti attaccato la base militare ucraina di Yavoriv, nella regione di Leopoli, non lontano dal confine con la Polonia, facendo almeno 35 morti.

Un segnale inequivocabile che il Cremlino ha voluto lanciare a chi sta pensando di unirsi all'esercito ucraino dal momento che l'International Peacekeeping and Security Center di Yavoriv era diventato un hub di addestramento per migliaia di volontari arrivati lì proprio per unirsi alla causa di Kiev. E forse un segnale lanciato alla stessa Nato se pensiamo che i missili, in tutto una trentina, sono esplosi a pochi chilometri dal confine polacco. Sempre nella giornata di ieri è stata registrata la prima vittima americana del conflitto: si tratta del documentarista Brent Renaud giornalista 51enne colpito insieme ad un collega mentre stava filmando i profughi in fuga da Irpin. I due sarebbero stati sorpresi da colpi di arma da fuoco ad un checkpoint. Renaud è stato colpito al collo ed è morto all'istante mentre il collega è stato trasferito in ospedale. 

I colloqui tra Mosca e Kiev in videoconferenza

Proprio in questo clima di tensione crescente oggi le delegazioni dei due Paesi in guerra tornano a riunirsi. Come ha precisato alla Tass il portavoce del Cremlino Peskov questa volta i colloqui si terranno in videoconferenza. Sarà dunque un incontro virtuale. Ma non per questo, si spera, meno importante in vista di una possibile tregua. Secondo uno dei negoziatori russi, Leonid Slutsky, citato dall'agenzia Sputnik, rispetto alla fase iniziale dei negoziati, sarebbero stati fatti dei "progressi sostanziali" e "presto" le parti potrebbero riuscire a raggiungere una posizione comune. Questo almeno è l'auspicio anche se sappiamo che finora ogni tentativo di mediazione si è risolto con un buco nell'acqua. 

L'incontro tra Cina e Stati Uniti a Roma

Ma c'è un altro incontro che oggi sarà al centro delle cronache e che potrebbe rivelarsi perfino più importante ai fini del conflitto. A Roma Cina e Stati Uniti tornano infatti a parlarsi vis a vis, proprio all'indomani dell'indiscrezione rivelata dal Financial Times secondo cui Mosca avrebbe chiesto assistenza militare a Pechino. Una richiesta che ha ovviamente alimentato le preoccupazioni della Casa Bianca riguardo alla possibilità che la Cina possa compromettere lo sforzo occidentale teso a sostenere le forze ucraine nella difesa del loro Paese. Funzionari dell'Amministrazione Usa hanno riferito al quotidiano finanziario che Mosca ha inoltrato le sue richieste fin dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, senza però fornire dettagli riguardo all'equipaggiamento militare richiesto. Secondo quanto riporta oggi la Cnn, che cita due funzionari Usa, Mosca avrebbe chiesto droni e assistenza economica. 

Ai rapporti di stampa sulla richiesta russa ha già risposto il portavoce dell'ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, il quale però ha affermato di "non averne mai sentito parlare" ed è tornato a insistere sulla "moderazione" e sulla necessità di un dialogo tra le parti per evitare un'ulteriore escalation della guerra.

Che cosa si diranno oggi Stati Uniti e Cina? Secondo il sinologo Francesco Sisci, "è chiaro che i russi vogliono convincere i cinesi a sostenere una pressione cinese sulla Russia per la pace in Ucraina, non una mediazione. Se i cinesi vengono con il capo della loro diplomazia, perché Yang Jiechi è un consigliere di Stato, vuol dire che c'è un interesse ma naturalmente credo che vogliano parlare di questioni più ampie, magari anche di altro rispetto al conflitto tra Russia e Ucraina".

"Non credo che la Cina voglia voltare le spalle alla Russia e abbandonarla - sottolinea Sisci all'AdnKronos - però cosa la Russia penserà di questo incontro? Certo oggi la posizione della Russia è ancora più difficile, perché non ha una vittoria sul campo, dove anzi la situazione diventa di giorno in giorno più difficile". La posizione della Cina nel conflitto finora è stata piuttosto sfumata. Pechino ha condannato l'aggressione russa ad uno Stato sovrano come l'Ucraina, ma anche le sanzioni occidentali nei confronti di Mosca. Che cosa vuole fare ora la Cina? Mantenere un'assoluta neutralità? Porsi tra le due parti in conflitto per negoziare una pace duratura? O spalleggiare la Russia evitando che la sua economia vada a rotoli? Dopo l'incontro di oggi, forse, ne sapremo di più. 

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