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Giovedì, 30 Giugno 2022
Gli scenari / Ucraina

Perché la pace in Ucraina è lontanissima

Le truppe di Mosca e Kiev combattono da tre mesi. Salgono le vittime e la lista dei territori devastati è ormai lunghissima, la diplomazia arranca. Parla il braccio destro di Zelensky e il "cessate il fuoco" si allontana sempre più

Russia e Ucraina stanno per tagliare l'infausto traguardo del terzo mese di guerra e l'ipotesi "pace" non è, di fatto, sul tavolo. Sul campo si combatte e nelle retrovie la diplomazia arranca. A poco sono servite, se parliamo di cessazione delle ostilità, le sanzioni dell'Occidente e il supporto materiale fornito a Kiev facendo ben attenzione a non diventare parte belligerante (come dimostra il "niente da fare" alla dichiarazione della no fly zone).

Mosca e Kiev sono arroccate sulle loro posizioni. Una "fotografia" della situazione viene scattata da Mykhailo Podolyak, vicinissimo al presidente ucraino Zelensky e con un ruolo chiave nei negoziati. "Non offrirci un cessate il fuoco: questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe. L'Ucraina non è interessata alla nuova 'Minsk' e al rinnovamento della guerra tra pochi anni. Fino a quando non sarà pronto a liberare completamente i territori occupati, la nostra squadra negoziale è composta da armi, sanzioni e denaro", si legge in un tweet.

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Parole che sembrano mettere un macigno sulla strada dei negoziati. Perchè? Stando al braccio destro di Zelensky, Kiev vuole che tutto torni alle condizioni precedenti al trattato di Minsk, pre 2014, quindi riprendendosi Donbass e Crimea. Kiev non è disposta a cedere territori, Mosca li pretende. Un passaggio che, come si può facilemente intuire, trova il "muro" di Mosca.

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Gli accordi di Minsk

Nel 2014, sullo sfondo dell'offensiva in Donbass seguita all'annessione della Crimea da parte della Russia, si cerca la soluzione diplomatica e nella capitale della Bielorussia, i rappresentanti di Russia, Ucraina, Donetsk e Lugansk, assieme a quello dell'Osce, firmano il "protocollo Minsk-1". I punti focali sono: il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe dalla linea di contatto e lo scambio di prigionieri.

Kiev acconsente a decentrare il potere con una legge ad hoc per uno statuto speciale delle regioni ribelli. Nel febbraio 2015,  viene siglato l'accordo "Minsk-2". Il documento riguarda il ripristino del controllo delle frontiere orientali da parte di Kiev e l'organizzazione di elezioni in Donbass, seguite dalla reintegrazione delle repubbliche separatiste nell'Ucraina con uno status di autonomia speciale.

Gli accordi di Minsk hanno ridotto l'intensità dei combattimenti, ma la parte politica ma non mai stata applicata. Per il Cremlino vanno prima attuate le disposizioni politiche e poi quelle militari, per l'Ucraina il contrario. Uno scontro mai cessato e che nel tempo ha portato alla cronaca di questi giorni. 

La situazione in campo

Questa la situazione al giorno 85 della guerra come spiegato dal premier italiano Mario Draghi al Senato oggi 19 maggio. "La Federazione Russa si è ritirata da ampie porzioni del territorio ucraino, per concentrare le sue forze nell’area orientale del Paese. Anche qui, l’avanzata russa procede molto più lentamente del previsto. Nell’ultima settimana, le forze ucraine hanno ripreso il controllo di Kharkiv nell’Est del Paese, la seconda città per popolazione in Ucraina. L’esercito ucraino ha finora respinto i tentativi da parte russa di attraversare il fiume Severskij Donec’, e quindi di accerchiare Severodonetsk - a circa 100 chilometri a nord-ovest di Lugansk". Draghi ha poi spiegato che "Nel sud-est dell’Ucraina, l’offensiva russa si è trasformata in un’occupazione militare. A Kherson, le forze russe hanno lasciato alla Guardia Nazionale Russa il presidio dell’area. A maggio la città ha adottato il rublo russo ed è stata agganciata alla rete di telecomunicazioni russa Rostelecom – un segnale di un progressivo radicamento della Russia nell’area. L’attività dell’aviazione e i lanci missilistici russi continuano su Mariupol e nell’area del Donbass. Secondo lo Stato Maggiore ucraino le forze russe stanno cercando di annettere nuovi territori negli oblast di Donetsk e Lugansk".

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