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Giovedì, 23 Maggio 2024
Stampa libera / Ucraina

La guerra in Ucraina raccontata da chi la vive: il miracolo del piccolo "Kyiv Independent"

Attivo da soli tre mesi, si sovvenziona grazie ai lettori. E' nato dalle ceneri di un precedente quotidiano, chiuso dopo anni di pressioni degli oligarchi. La missione: "Dire la verità"

Ha solamente tre mesi, pochi soldi, nessun "potere forte" a coprire le spalle eppure riesce a raccontare con autorevolezza ciò che accade in questi giorni tra Russia e Ucraina. E' il piccolo miracolo riuscito al Kyiv Independent, il quotidiano nato dopo la controversa chiusura del Kyiv Post. In redazione lavorano 30 persone tra giornalisti, editor, fotografi, videomaker, dirigenti e addetti al marketing tutti con un unico sogno: quello di fare giornalismo indipendente. Articolo dopo articolo il Kyiv Independent si è conquistato uno spazio nel panorama dei media, ancora di più adesso con la guerra. Viene ritenuto fonte attendibile e le sue notizie sono rilanciate dalle testate di tutto il mondo, che non hanno uomini sul campo.

Il Kiyv Independent, abbiamo detto, ha solamentre tre mesi. La sua nascita non è stata facile. L’8 novembre 2021 chiude il Kyiv Post, il più antico quotidiano ucraino in lingua inglese. Dopo anni di lotte con gli oligarchi e tentativi di censura, l'editore, Adnan Kivanun – imprenditore ucraino di origini siriane e magnate del mercato immobiliare – getta la spugna e chiude. I cronisti e il resto dello staff vengono licenziati. Una parte di loro però rialza la testa. "L’Ucraina ha bisogno di un giornalismo in lingua inglese (utile per raggiungere più persone al di fuori dei confini, ndr) di altissima qualità e la nostra comunità ha bisogno di una fonte di notizie di cui fidarsi […]. Continueremo a dire la verità sull’Ucraina: la verità sulla politica e le riforme, la guerra e la cultura, l’imprenditoria e le scoperte scientifiche" e così nasce il Kyiv Independent. 

Alla guida del giornale c'è Olga Rudenko, 32enne ex vicedirettrice del Kiyv Post, che in questi giorni su Twitter mostra al mondo cosa accade. La redazione conquista consensi e, dato non secondario, i fondi per andare avanti. Il capitale iniziale è arrivato da una sovvenzione di emergenza europea e oggi si sostiene solo grazie al contributo dei lettori. Per farlo ha aperto due campagne per la raccolta fondi, su Patreon e GoFundMe. 

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