Metro "troppo rumorosa", la guerra per il sonno dei londinesi

Sono centinaia gli abitanti di Londra che non riescono a dormire a causa del rumore provocato dai treni dell'Underground, tanto da creare un comitato di protesta. Today ha intervistato Luce Jacovella, tra i membri più agguerriti del 'Tube Noise Action Group'

Luce Jacovella durante la protesta davanti al Comune di Londra

Dormire, oltre che essere un piacere, è anche una delle più grandi necessità del corpo umano, la cui carenza provoca gravi disturbi, sia fisici che mentali. Un problema che conoscono molto bene alcuni cittadini di Londra, impegnati da diversi mesi in una sorta di 'guerra per il sonno' a causa del rumore provocato dal passaggio della metropolitana. Ma andiamo per gradi. Tutto ha avuto inizio nell'agosto del 2016, quando il sindaco di Londra Sadiq Khan ha prolungato gli orari della metro, con soltanto 4 ore di stop nei giorni feriali e servizio 24 ore su 24 nel weekend. 

Una scelta fatta per migliorare il servizio dell'Underground della City, ma che ha causato gravi problemi a numerosi cittadini, inglesi e non, impossibilitati a dormire nelle loro abitazioni perché disturbati costantemente e a tutte le ore dal rumore provocato dal passaggio della metropolitana. Per risolvere il problema e tornare a dormire sonni tranquilli, alcuni abitanti di Londra hanno creato il comitato 'Tube Noise Action Group' e lanciato anche una petizione online.

Tra le persone coinvolte in questa protesta c'è anche una donna italiana, Luce Jacovella, Research Coordinator nel Centre for Commercial Law Study di Londra, con un dottorato in Scienza del suolo e un Master in Research in Legge, che vive in Inghilterra da circa 17 anni e attualmente abita nel quartiere di King's Cross

“Tutto è iniziato nel 2016 -  ha raccontato a Today la dott.ssa Jacovella – da quel momento non sono più riuscita a dormire nella mia casa, fino a quando il medico mi ha invitato a cercare un nuovo posto in cui passare la notte, altrimenti la mia salute si sarebbe deteriorata”. Una situazione assurda, a cui si stanno opponendo in pochi, come conferma Luce Jacovella: “Nel gruppo di protesta siamo circa 200, ma sono molti di più i cittadini con questo problema. Alcuni non segnalano perché non sono proprietari di casa ma semplici affittuari e soltanto chi ha la casa di proprietà può permettersi di seguire l'iter necessario per chiedere verifiche, controlli ed eventuali misurazioni da parte della compagnia dei trasporti. Il reclamo possono farlo tutti, il problema è che molti pensano che non serva a niente o hanno addirittura paura di ritorsioni. Per di più, riuscire ad essere ascoltati richiede un impegno di tempo e anche di competenze che sono in pochi a potersi permettere”. 

La legge che non tutela i cittadini

Ma perché la London Underground, la compagnia che gestisce i trasporti a Londra, non ha fatto nulla per ovviare a questo inconveniente? Semplice, perché la legge è dalla sua parte, come confermato dalla dott.ssa Jacovella, intervistata da Today: “Dal punto di vista giuridico la London Underground fa riferimento al Rail Road Act, nella legge numero 93, che stabilisce che la compagnia non ha alcun obbligo per i disagi creati durante l'erogazione del servizio, anche in caso di aumento del traffico”. Ma il 'buco' legislativo in questo caso non si ferma qui: “Qui non sono obbligati neanche a sottostare agli standard sul rumore stabiliti dalla World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità). Se a questo aggiungiamo il fatto che il Comune di Londra non rinnova dal 2003 l'Ambient Policy, che include anche i disagi provocati dall'inquinamento acustico, il quadro è completo”.

Lavori insufficienti

Dall'agosto del 2016 le proteste sono state molte, tanto che, pur non essendo obbligata dalla legge, la compagnia dei trasporti londinesi ha deciso, più per quieto vivere che per necessità, di autorizzare alcuni lavori di insonorizzazione, che però si sono rivelati insufficienti. “Li hanno fatti anche nel mio palazzo – ha commentato la Jacovella -  il rumore è diminuito, ma rimane comunque insopportabile e la compagnia non è disposta a fare ulteriori 'sforzi' verso i cittadini, è già tanto che abbia fatto questo piccolo passo, visto che non era obbligata”. 

I livelli di decibel registrati

Ma di che rumore stiamo parlando? Il passaggio di un treno in lontananza a volte è anche un suono piacevole, che ci fa pensare ai viaggi, ma la favola si interrompe se parliamo di centinaia di treni che passano a qualsiasi orario sotto le case dei cittadini. Luce Jacovella, dopo innumerevoli mail e richieste è riuscita ad ottenere la visita dei tecnici della London Underground, che hanno misurato con i loro strumenti il livello di rumore provocato dalla metropolitana: “Abbiamo fatto delle rilevazioni ufficiali con le loro attrezzature, che sono anche in grado di attribuire il rumore registrato al treno che lo ha provocato. Secondo i loro strumenti, nella mia abitazione il frastuono supera i 52 decibel, mentre quando ho provato a effettuare la medesima misurazione con l'apparecchiatura a mia disposizione siamo arrivati anche a 70 decibel”. Se consideriamo che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i suoni tra i 30 e i 40 decibel iniziano a provocare disturbo all'orecchio umano, pensate quanto può essere insopportabile un rumore che supera i 50 db. “A poco sono serviti i lavori di insonorizzazione  - ha detto Luce Jacovella – il livello è sceso a 42 decibel, una quota ancora troppo elevata per parlare di problema risolto”. 

Cosa chiedono i cittadini

Va chiarito il fatto che nessuno dei cittadini punta il dito contro il servizio fornito dalla metropolitana di Londra, fondamentale in una città così grande e che viene attraversata ogni giorno da migliaia di persone, né tantomeno contro il sindaco, che non ha fatto altro che migliorare tale servizio. Le richieste dei cittadini sono altre, come ben spiega la dott.ssa Jacovella: “Alcuni vorrebbero fare causa al Comune, ma io preferisco muovermi dal punto di vista politico e facendo circolare la notizia, snobbata dai media britannici, eccezion fatta per un'intervista rilasciata alla Bbc a margine di un evento. Non critichiamo la Tube notturna e non vogliamo che chiuda, noi chiediamo semplicemente una soluzione al nostro problema, magari con un investimento oggettivo per abbattere il rumore e la creazione di un fondo per le persone che hanno avuto danni maggiori. Un po' come è stato fatto per la metropolitana di Parigi, che è praticamente insonorizzata”.

“A tutto c'è un limite”

In una situazione del genere serve una nuova legge in grado di tutelare i cittadini, che dal punto do vista normativo si sentono senza diritti, nonostante esista l'Environment Protection Act che, negli articolo 79 e 80 stabilisce che nel caso di rumori siano i Comuni a ordinare alle compagnie di abbattere i livelli di disturbo. “Io posso ritenermi fortunata – conclude Luce Jacovella – sono l'unica dei 200 membri del nostro gruppo di protesta ad aver ottenuto l'interessamento del Comune di Camden. Ma io non posso andare avanti così, sono anche stata ricoverata in ospedale a causa dello stress provocato da tutta questa vicenda. E' comprensibile che la metro debba funzionare, ma a tutto c'è un limite. La cosa più vergognosa è il modo in cui vengono trattati i cittadini, abbandonati e lasciati senza tutele, mentre una compagnia crea l'inferno nelle loro case, senza che nessuno possa fare niente per trovare una soluzione”. Il 29 novembre è previsto un meeting con il sindaco di Londra, con la speranza che da quell'incontro si esca sui binari giusti per restituire ai cittadini londinesi il sonno perduto.

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