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Domenica, 29 Maggio 2022
Gli innocenti

Oltre un milione di profughi bambini: mai così tanti nella storia

L'allarme di Save The Children: "Aumentano i rischi di violenza, sfruttamento, tratta e abusi"

Sono circa 2 milioni i profughi scappati sinora dalla guerra in Ucraina, la metà di questi sono bambini. Fuggono via con le loro madri o le loro nonne, a volte anche soli, con un peluche in mano e a volte nemmeno quello. Quello che la guerra sta facendo loro è abominevole, nessuno vorrebbe vedere quelle immagini registrare ai confini con la Polonia, la Romania, la Slovacchia e la Moldavia, ma la realtà va raccontata, anche se crudele. James Elder, portavoce di Unicef, ha scritto su Twitter che "un milione di bambini sono scappati dall'Ucraina, in meno di due settimane, mai così prima. Non avevamo mai affrontato una crisi di rifugiati di questa velocità e di questa portata". In Italia sarebbero arrivati già 8.500 minori ucraini.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Save The Children lancia l'allarme

Secondo l'ultimo aggiornamento fornito dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati, dallo scorso 24 febbraio 2022 (primo giorno dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia), sono 2.011.312 le persone fuggite dall'Ucraina. In particolare, oltre 1,2 milioni hanno raggiunto la Polonia, più di 191mila l'Ungheria e oltre 140mila la Slovacchia. Molti i minori non accompagnati, che "sono ad altissimo rischio. Potrebbero diventare vittime di criminali che vogliono sfruttare i bambini per la tratta o per altri scopi criminosi", ha avvertito la commissaria europea per gli affari interni Ylva Johansson. Save The Children lancia un appello affinché vengano "compiuti tutti gli sforzi per prevenire la separazione dei bambini dai loro caregiver e per garantire il tracciamento immediato della famiglia e il ricongiungimento laddove si verifichi la separazione - ha dichiarato Irina Saghoyan, direttrice di Save the Children per l'Europa dell'Est - Sappiamo che più velocemente agiamo, più è probabile riuscire a riunire con successo i bambini ai loro caregiver. Continueremo a rispondere dove c'è più bisogno e dove i bambini necessitano di urgente protezione''. 

La guerra non è (soltanto) bombe e morti

Minori non accompagnati a rischio sfruttamento e abusi

"I genitori stanno ricorrendo alle misure più disperate e dolorose per proteggere i propri figli, incluso l'allontanarli da sé e mandarli via con vicini e amici, per cercare sicurezza fuori dall'Ucraina, mentre loro rimangono in patria per proteggere le loro case", ha dichiarato Irina Saghoyan, direttrice di Save the Children per l'Europa orientale. "I nostri operatori impegnati al confine riportano dell'arrivo di alcuni bambini soli, mandati verso altri paesi da familiari costretti a rimanere in Ucraina, che hanno cercato di metterli al sicuro da attacchi e bombardamenti. Altri hanno perso le loro famiglie nella concitazione della fuga dalle loro case e molti in arrivo alle frontiere hanno meno di 14 anni e manifestano segni di disagio psicologico. Save the Children sta lavorando senza sosta con altre organizzazioni, per stabilire procedure per rintracciare i parenti dei bambini arrivati soli e facilitare il ricongiungimento familiare o per mettere in bambini in contatto con la famiglia allargata e i conoscenti in Polonia o nei paesi limitrofi. Inoltre, l'Organizzazione è attiva per stabilire sistemi di protezione e meccanismi di segnalazione per i minori. Per i bambini, la separazione dai propri cari può tradursi in un profondo stress psicologico dovuto all'insicurezza, alla paura per le sorti dei membri della propria famiglia e all'ansia da separazione. Aumentano anche i rischi di violenza, sfruttamento, tratta e abusi. Molti di loro viaggiano con i loro fratelli maggiori o con famiglie allargate, vicini o altri adulti di riferimento. Hanno bisogno di protezione e supporto e sono ancora incredibilmente vulnerabili".

"Accolgo ucraine che scappano dalla guerra ma solo se giovani e belle"

La macchina della solidarietà

In Italia la macchina della solidarietà per accogliere i rifugiati ucraini si è già mossa. Non solo per la raccolta di cibo, vestiti e medicinali da inviare nelle zone di guerra, ma anche per offrire ospitalità ai profughi nelle proprie case. Chi fosse interessato può rivolgersi ad associazioni come la Caritas e la Croce Rossa oppure rivolgersi alla prefettura del proprio comune di residenza. Si possono anche controllare i siti internet della città di appartenenza o della regione per trovare notizie al riguardo. Ad esempio, a Milano si può contattare il consolato ucraino mentre a Roma è stata istituita una task force per l'emergenza.

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