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Domenica, 14 Aprile 2024
Offensiva a est / Ucraina

C'è uno scenario "da escludere" nella guerra in Ucraina: le previsioni

Il conflitto è in una fase intermedia: la lotta per ottenere un vantaggio, per poi eventualmente trattare. "Putin è interessato solo alla piena vittoria, come la definisce lui, avendo investito così tanto nella guerra. Possono verificarsi pause operative, ma non ci sarà uno stallo", spiega Gustav Gressel dello European Council on Foreign Relations

Le forze russe in Ucraina hanno lanciato una offensiva nella regione di Luhansk, secondo l'Istituto per lo studio della guerra che, nel suo ultimo rapporto, parla di "elementi significativi di almeno tre divisioni russe" impegnati in operazioni offensive in questo settore. Questo "indica che l'offensiva russa è iniziata, anche se le forze ucraine stanno finora impedendo alle forze russe di ottenere vantaggo significativi", secondo il think tank. Il ritmo delle operazioni russe lungo la linea Svatove-Kreminna nella parte occidentale di Luhansk è "aumentato notevolmente nell'ultima settimana", ha aggiunto l'ISW che cita però solo fonti russe e avverte di progressi "marginali lungo il confine Kharkiv-Luhansk, in particolare a nord-ovest di Svatove vicino a Kupyansk e ad ovest di Kreminna.

Offensive limitatissime e senza sostanziale successo, dunque, nel solo est ucraino. "È altamente improbabile che la Russia tenti un'offensiva che comporti l'attraversamento del Dnipro: sarebbe estremamente complessa e costosa". A scriverlo è l'intelligence britannica in uno dei suoi ultimi rapporti sulla situazione sul terreno in Ucraina. Nel documento, divulgato dal ministero della Difesa di Londra - l'intelligence descrive la situazione di continue "schermaglie e ricognizioni sulla complessa rete di isole e corsi d'acqua che costituiscono il delta del Dnipro" ,"da quando la Russia ha ritirato le sue forze dalla riva occidentale nel novembre 2022".

Il fiume Dnipro divide geograficamente a metà l'Ucraina

Lo scenario da escludere

"Le forze russe - prosegue il rapporto dell'intelligence - hanno quasi certamente utilizzato piccole imbarcazioni per cercare di mantenere una presenza su isole chiave; l'Ucraina ha dispiegato con successo l'artiglieria a lungo raggio per neutralizzare gli avamposti russi diverse volte. Entrambe le parti hanno probabilmente schierato anche piccoli gruppi sul Kinburn Spit, la punta di Kinburn, che domina il Golfo di Dnipro. Probabilmente entrambe le parti mirano a mantenere una presenza in queste aree per controllare l'accesso marittimo al fiume, strategicamente importante, e per allertare di qualsiasi tentativo da parte dei loro avversari di lanciare un grande assalto attraverso il fiume. È altamente improbabile che la Russia tenti un assalto con la traversata del Dnipro: sarebbe estremamente complessa e costosa".

C'è uno scenario da escludere totalmente però, secondo Gustav Gressel dello European Council on Foreign Relations: uno stallo del conflitto. "Putin è interessato solo alla piena vittoria come la definisce lui, e, avendo investito così tanto nella guerra, non concederà nessun accordo al di fuori di questo. Possono verificarsi pause operative, in cui entrambe le parti si riorganizzano e si riforniscono. Ma rimarranno pause, non situazioni definite", spiega l'esperto, secondo cui la volontà di proseguire la guerra da parte di Putin "è evidente nel modo in cui ha di fatto impedito ogni serio negoziato proponendo precondizioni che sono assolutamente inaccettabili per Kiev". La guerra in Ucraina è attualmente in una fase intermedia: la lotta per il vantaggio. Né Mosca né Kiev sono interessate a negoziare perché entrambe le parti stanno ancora cercando di vincere, o per lo meno di migliorare la propria posizione sul campo di battaglia e quindi avere una posizione più forte da cui eventualmente concludere futuri accordi.

Le tre fasi della guerra in Ucraina

La prima fase dell'invasione iniziata il 24 febbraio 2022 si è conclusa con una debacle epocale per le forze di Putin, che sono state "respinte con perdite" dal nord, poi dalla regione di Kharkiv a settembre, e poi ancora dall'oblast di Kherson settentrionale e dall'oblast di Kherson a ovest del Dnepr a novembre. La seconda fase è stata un tentativo di guerra di logoramento, con migliaia di mercenari e detenuti russi sacrificati per piccole conquiste territoriali intorno alle città di Bakhmut e Soledar, combinata con con attacchi missilistici di massa alle centrali elettriche, infrastrutture di trasmissione dell'energia elettrica e impianti idrici.

Questa seconda fase del conflitto è stata una sconfitta quasi completa quanto la prima per Putin e i suoi. La Russia ha infatti utilizzato gran parte del suo arsenale di missili da crociera, e mentre la rete elettrica dell'Ucraina è malconcia, le luci restano accese ovunque, pur con limitazioni, e la volontà ucraina di combattere non è offuscata. Sta per iniziare la terza fase, come scrive sul Guardian il giornalista Julian Borger: "Una battaglia a tutto campo per ottenere un vantaggio decisivo, utilizzando armi combinate - fanteria meccanizzata, artiglieria, potenza aerea e possibilmente assalto via acqua - per superare posizioni fisse. Il mondo non ha visto nulla di simile dalla guerra Iran-Iraq negli anni '80, mentre l'Europa non ha assistito a nulla del genere dalla seconda guerra mondiale". Il bilancio delle vittime della guerra in Bosnia di 100.000 morti è molto probabilmente già stato superato. "Organizzare un'importante offensiva in questa prossima fase della guerra sarà un'impresa enorme carica di rischi per entrambe le parti in conflitto. Attaccare postazioni fisse è sempre stato più costoso in vite umane e macchinari che difenderle", scrive Borger.

La guerra in Ucraina è arrivata al giorno numero 351.

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