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Lunedì, 23 Maggio 2022
A un passo dalla guerra / Ucraina

Putin riconosce l'indipendenza del Donbass: "L'Ucraina serva dell'Occidente"

Il Cremlino non ascolta gli avvertimenti di Ue e Nato e firma il riconoscimento delle due repubbliche secessioniste russofone di Donetsk e Lugansk come entità indipendenti. Un passo politico che apre la porta all'ingresso di truppe russe in territorio ucraino. Cruciale la risposta dell'Occidente

Sale ancora la tensione tra Russia e Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che riconosce l'indipendenza delle autoproclamate (filorusse) Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nel Donbass. La firma è avvenuta, materialmente, al termine di un lungo discorso alla nazione, nel corso del quale Putin ha ripercorso la vicenda Ucraina, definita "marionetta" nelle mani dell'Occidente. 

Da un punto di vista diplomatico, la decisione è stata preannunciata telefonicamente al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz. In una nota diffusa da Mosca, si chiarisce che la richiesta del riconoscimento della sovranità delle due regioni è giunta dai rappresentanti di Lugansk e Donetsk in relazione a "un'aggressione militare da parte dell'Ucraina".

Le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk sono governate da separatisti filorussi dal 2014. E sono sostenute sia dal punto di vista militare sia finanziario da Mosca. L'Ucraina li ritiene invece "territori momentaneamente occupati", come la Crimea, e dunque non le ha mai riconosciute.

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Putin "sordo" alle parole dell'Ue

Il riconoscimento è arrivato nonostante gli avvertimenti dell'Ue e della Nato. Solo poche ore prima l'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, aveva rivolto un appello a Putin invitandolo al rispetto del "diritto internazionale e degli accordi di Minsk". "Ci aspettiamo che non riconosca l'indipendenza", le parole di Borrel. Cadute nel vuoto, esattamente come quelle del cancelliere tedesco, Scholz per il quale il riconoscimento rappresenta "una rottura unilaterale" dell'accordo di Minsk. L'Onu aveva chiesto di "astenersi" da "qualsiasi decisione unilaterale che mini l'integrità" dell'Ucraina.

Putin è stato "sordo" davanti agli ammonimenti. Secondo quanto riportato proprio dal Cremlino, Macron e Scholz "hanno espresso delusione per questo sviluppo". La prima reazione da parte di Macron è stata la convocazione del Consiglio di Difesa per questa sera.

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Putin: "Situazione critica"  

Putin si è poi rivolto alla nazione, spiegando quanto sta accadendo e il perché del riconoscimento del Donbass. Un lungo discorso quello del presidente russo, che parte dal passato - dal 1917 - e poi tocca tutti i temi e tira in ballo pesantemente tutti gli attori: Usa e Nato sul banco degli imputati. "La situazione nel Donbass è tornata ad essere critica, acuta, e oggi mi rivolgo a voi direttamente per non solo valutare cosa sta succedendo, ma anche per informarvi sulle decisioni che si stanno prendendo, su possibili ulteriori passi su questo tema", dice lo "zar".

Putin apre il suo discorso precisando che "L'Ucraina non è un Paese confinante, ma parte integrante della nostra storia, cultura, spazio spirituale. Sono nostri compagni, spesso gli ucraini stessi si considerano parte della Russia, siamo uniti da sempre". per Putin l'Ucraina è stata "creata da Lenin. E' stato il creatore e l'architetto" dell'Ucraina. La dissoluzione della Russia, per Putin, è una colpa "storica" dei bolscevichi e dell'ex Partito comunista sovietico. 

Putin rivendica gi sforzi fatti a favore dell'Ucraina: "La Russia ha sempre aiutato l'Ucraina: dal 1991, dalla dissoluzione dell'Urss. Abbiamo aiutato il Paese con 50 miliardi di dollari. Abbiamo aiutato anche con i debiti. Stiamo parlando di centinaia di milioni di dollari. Nel 2017 eravamo pronti ad accollarci tutto il debito e, in cambio, questo Paese avrebbe dovuto rinunciare ad alcuni dei suoi asset all'estero". 

Putin: "Ucraina marionetta dell'Occidente"

Poi la lunga sfilza di accuse all'Ucraina. "La Russia - sottolinea - è sempre stata pronta a cooperare. Ha continuato la cooperazione sul campo. Tuttavia sembra che le autorità ucraine abbiano agito senza assumersi alcuna responsabilità. Basterà ricordare le minacce permanenti delle autorità ucraine riguardo l'energia". E ancora: "L'Ucraina ha rifiutato di riconoscere tutti i nostri legami storici, tutte le nostre tradizioni storiche, tutte le generazioni di persone".   

Per Putin "L'Ucraina non ha mai avuto una tradizione coerente come una vera nazione, non ha fatto altro che seguire modelli dall'estero, che non hanno radici con la sua storia". Le autorità che si sono avvicendate a Kiev hanno "preso il potere solo basandosi su idee populiste" e "appena ricevuto il mandato, si rimangiavano tutte le promesse fatte in campagna elettorale". "Gli ucraini sono stati dominati solo da oligarchi interessati solo ai loro affari e che volevano dividerla dalla Russia".

Putin parla di minaccia per la Russia. E dice: "Se l'Ucraina dovesse entrare in possesso di armi di distruzione di massa, la situazione del mondo cambierebbe in modo drammatico. Tutti quelli che in Occidente vogliono manipolare l'Ucraina potrebbero aiutarla a dotarsi di queste armi". Secondo Putin l'ambasciata degli Stati Uniti a Kiev "controlla direttamente alcuni giudici" e l'Ucraina "non ha un sistema giudiziario indipendente". Lo "zar" definisce l'Ucraina "serva", una "marionetta" nelle mani dell'Occidente. Quello di Putin è un discorso fiume. Le accuse contro la Russia e l'Occidente si sommano creando un elenco infinito. In Ucraina, denuncia Putin, agiscono "terroristi" che sono "incoraggiati e sostenuti" dalla comunità internazionale. Kiev "cerca il conflitto" con la Russia, anche attraverso un "flusso continuo" di armi dall'Occidente. 

Putin: "Siamo noi obiettivo dei missili"

"Gli americani - dice Putin rivolgendosi ancora ai cittadini - dicono che non dobbiamo preoccuparci (per l'ingresso dell'Ucraina nella Nato ndr) e che ci vorrà tempo" perché questo accada. Ma cosa cambia per noi? Assolutamente nulla. Gli Stati Uniti non hanno escluso l'allargamento, se rispetterà determinate condizioni. Quindi arriverà il momento dell'adesione e allora la Nato non sarà più un'alleanza difensiva. Siamo noi l'obiettivo dei missili (della Nato ndr), dice Putin. E ancora: "Sono state realizzate diverse infrastrutture militari e, alcune di queste, proprio in Ucraina. Se i missili Tomahawk verranno dispiegati sul territorio ucraino allora l'obiettivo siamo noi: questi armamenti raggiungerebbero Mosca in circa 30 secondi". Con un'immagine che lascia pochi dubbi dice: "ll dispiegamento di armi americane in Ucraina significa che hanno messo il coltello alla gola della Russia".

E infine l'appello all'Ucraina: deve "fermare immediatamente le operazioni militari" o la "responsabilità ricadrà sulla leadership del Paese".

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