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Martedì, 16 Aprile 2024
Il rapporto

I 71 milioni di sfollati nel mondo per guerre e crisi climatiche

Il 2022 ha registrato il record di persone che hanno dovuto abbandonare le loro case per sfuggire a conflitti e disastri naturali

Sono state 71,1 milioni le persone che lo scorso anno hanno dovuto abbandonare le loro case a causa di conflitti e disastri naturali. Il 20% in più rispetto al 2021. È quanto emerge dall'ultimo report del Centro di monitoraggio degli sfollati interni (Idmc): quello del 2022 è il dato più alto finora registrato dall'organizzazione. 

Non solo la guerra in Ucraina 

A determinare il triste record ha contribuito senza dubbio la guerra in Ucraina, che ha visto più di sei milioni di sfollati interni. C'è poi la Siria, dove la guerra civile continua ad alimentare la crisi umanitaria: nel 2022 gli sfollati hanno raggiunto quota 6,8 milioni, di cui 3 milioni di bambini. Conflitti e violenze hanno prodotto più di 21 milioni di sfollati nell’Africa sub-sahariana, equamente distribuiti tra Somalia, Nigeria, Etiopia e Sudan, e facendo registrare un picco di 5,7 milioni di profughi nella Repubblica democratica del Congo.

sfollati interni report

Non da meno è stato l'impatto dei disastri naturali. Lo scorso anno siccità, inondazioni e altri fenomeni spesso legati al cambiamento climatico hanno prodotto ben 8,7 milioni di sfollati, colpendo ben 88 Paesi a livello globale e generando un incremento di esuli pari al 45% rispetto al 2021. Nel continente africano gli spostamenti interni causati dalle catastrofi naturali sono triplicati rispetto al 2021, mentre negli Usa sono state più di 500mila persone a dover abbandonare le proprie case. 

Oltre 3 milioni già nel 2023

Come segnala il rapporto, il numero di chi è costretto a lasciare la propria casa è complessivamente aumentato a partire dal 2013, quando il totale era di 33 milioni di sfollati. Oggi siamo oltre i 70 milioni, con un aumento del 20% rispetto allo scorso anno, quando la cifra ammontava a 59,2 milioni di persone fuggite dalle loro abitazioni. I primi mesi del 2023 non sembrano da meno: secondo le Nazioni Unite, già nel corso di questa settimana si è arrivati a 700mila sfollati in Sudan a causa dei combattimenti tra l’esercito regolare e un gruppo paramilitare.

Secondo Save the Children, inoltre, il terremoto che lo scorso febbraio ha coinvolto oltre 24 milioni di persone tra Siria e Turchia, dopo appena un mese aveva già prodotto non meno di 2,5 milioni di sfollati nella sola penisola anatolica. In tutto questo, molte nazioni devono fare i conti con la crescente insicurezza alimentare, un problema che si è aggravato in seguito al conflitto ucraino, essendo stato invaso uno dei principali esportatori di grano a livello mondiale.  

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