Filippine, è un'ecatombe: le isole dei morti e degli zombie

Intere province annientate e città distrutte: quattro milioni di filippini sono stati colpiti dal tifone Haiyan. E' emergenza cibo e acqua per i sopravvissuti: "Sono come zombie, sembra un film dell'orrore"

ROMA - File di uomini silenziosi. Lunghe schiere di bambini tremanti. Donne immobili con lo sguardo perso nel vuoto. Negli occhi e nelle orecchie di tutte queste persone ci sono ancora le immagini della potenza distruttrice del tifone Haiyan. Il tifone che ha annientato le Filippine e che ha portato via loro qualsiasi cosa avessero: case, negozi, famiglie. Ora, quella gente che non ha più nulla assedia l'aeroporto di Tacloban, o meglio quello che rimane della struttura, nella speranza che un aereo porti via loro dall'inferno. 

Ma l'aereo non arriverà mai. Almeno non per i prossimi giorni, mesi.  Solo gli elicotteri dell'esercito riescono ad atterrare per portare cibi e aiuti. E il rumore dei militari è l'unico che si sente in una città che contava 220mila abitanti e che ora è inesistente, vuota. "Vedo gente che cammina senza meta - racconta una studentessa di medicina mobilitata per i soccorsi - sono come zombie in cerca di cibo, sembra di essere in un film dell'orrore". Gli zombie, però, sono quelli che ce l'hanno fatta. Altri diecimila, anzi molti di più, hanno perso l'impari lotta contro Haiyan: sono morti trascinati nell'oceano, uccisi dai crolli delle loro stesse case. 

A Tacloban non c'è luca elettrica, mancano acqua potabile e cibo. Sono già stati visti in azione saccheggiatori che hanno razziato le rovine dei supermercati e i distributori di benzina. Fra i saccheggiatori ci sono anche le persone comuni: quelle che hanno perso tutto e cercano un modo per sopravvivere almeno. 

Il dramma, però, non è solo di Tacloban. Sono state colpite almeno altre sei isole centro orientali dell'arcipelago che compone le Filippine: oltre che a Leyte le devastazioni più gravi sono a Samar e Cebu. Da Samar il responsabile della Protezione civile ha riferito di avere trecento morti confermati e duemila dispersi. E ci sono ancora intere comunità isolate, dalle quali non arrivano segni di vita. Manila ha mobilitato quindicimila soldati divisi in colonne, ma le squadre di soccorso ieri notte non avevano ancora notizie di Guiuan, città di quarantamila abitanti che è stata la prima ad essere investita dal tifone. Baco, trentacinquemila abitanti nella provincia orientale di Mindoro, è sott'acqua per l'80%.

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Sono oltre quattro milioni, secondo le stime dell'Onu, i filippini colpiti dal tifone in trentasei province. La conta dei morti è tragicamente all'inizio. Quella degli zombie pure.

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