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Martedì, 21 Maggio 2024
Il discorso / Libano

La minaccia di Hezbollah a Israele: "Se ci attaccate sarà guerra totale"

Per la prima volta dall'attacco di Hamas, parla il leader dell'organizzazione libanese, Nasrallah. La replica di Netanyhau: "Non metteteci alla prova, la paghereste cara"

Il timore alla vigilia era che sarebbe arrivata una dichiarazione di guerra a Israele, l'inizio di un conflitto parallelo a quello in corso a Gaza. Ma il primo intervento pubblico dall'attacco di Hamas da parte del capo di Hezbollah, Haasan Nasrallah, è sembrato più un voler mostrare i muscoli contro eventuali offensive dell'esercito di Tel Aviv, anziché una vera e propria chiamata alle armi dell'organizzazione libanese.

"Dall'8 ottobre la resistenza in Libano è coinvolta in una vera battaglia, diversa da tutte quelle del passato, diversa da quelle in cui è stato coinvolto il Libano, totalmente diversa e differente in termini di strumenti, armi, strategie e anche obiettivi", ha premesso Nasrallah nel suo discorso trasmesso in tv da un luogo segreto, come da abitudine. L'attacco di Hamas è avvenuto il 7 ottobre, e il fatto di aver sottolineato il giorno successivo come data di inizio del coinvolgimento di Hezbollah nella battaglia con Israele è significativo: Nasrallah non ritiene che la guerra di Hamas sia quella dei combattenti libanesi. Pur definendo le azioni compiute dall'organizzazione terroristica di Gaza "giuste" e "sagge", il capo supremo di Hezbollah ha sottolineato che gli attacchi sono "palestinesi al 100 per cento".

Semmai, i suoi miliziani sono entrati in battaglia nel momento in cui l'Idf, l'esercito israeliano, ha spostato soldati e carri armati al Nord a 24 ore dall'attacco di Hamas: da quel giorno, Israele e Hezbollah si sono affrontati a colpi di artiglieria intorno alla zona contesa delle fattorie di Shebaa e del monte Don. Nulla di nuovo rispetto a quanto già successo nel recente passato. Ma la concomitanza con il conflitto a Gaza ha spinto diversi osservatori a sollevare il rischio di un fronte di guerra anche con il Libano.  

Per il momento, lo scontro resta affidato alle parole e alle minacce. Tanto Tel Aviv, quanto Hezbollah si accusano a vicenda di voler arrivare al conflitto armato. "Mi rivolgo ai nostri nemici a nord (Hezbollah, ndr): non metteteci alla prova, la paghereste cara", ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, subito dopo l'intervento di Nasrallah. Il quale, a sua volta, aveva avvertito Israele: "Commetterete il vostro peggior errore se doveste lanciare un'offensiva contro il Libano. Cessate di uccidere i civili libanesi perché da ora in poi uccideremo un vostro civile ogni civile nostro ucciso", ha detto. Civili "libanesi", e non palestinesi. Il che è un altro segnale che Nasrallah tiene separate le due questioni.

Cos'è Hezbollah

Il capo supremo di Hezbollah si è rivolto anche agli Stati Uniti: "Gli americani possono fermare l'aggressione di Israele contro Gaza perché ne sono responsabili, questo è il modo se vogliono evitare una guerra regionale", ha affermato. Nasrallah ha anche ringraziato le forze appoggiate dall'Iran in Yemen e Iraq. I ribelli Houthi nello Yemen hanno lanciato droni contro Israele, mentre le milizie irachene sciite hanno preso di mira le forze statunitensi in Iraq e Siria. 

La guerra tra Israele e Hamas in diretta

Dietro queste dichiarazioni, c'è chi vede una serie di messaggi firmati anche dall'Iran. Nasrallah ha stretti legami con Teheran dal 1981, da quando il primo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, lo nominò suo rappresentante personale in Libano. Nasrallah, religioso sciita che guida Hezbollah dal 1992, non appare in pubblico da anni, presumibilmente per paura di essere assassinato da Israele. A lui si deve la progressiva trasformazione di Hezbollah, che oggi non è solo un'organizzazione militare ma anche un partito con ruoli di governo a Beirut. 

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