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Martedì, 18 Gennaio 2022
LIBANO / Libano

Hezbollah: gli sciiti libanesi tra terrorismo, politica e guerra siriana

Perché l'Unione europea ha inserito il braccio militare dell'organizzazione libanese nella lista dei gruppi terroristi

I ministri degli Esteri dell'Unione europea, riunitisi oggi a Bruxelles, hanno deciso di inserire il braccio armato di Hezbollah nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche. La decisione, presa dopo diverse riunioni necessarie a trovare un accordo tra i 28 paesi membri, arriva dopo anni di discussioni intorno alla natura dell'organizzazione, nata nel 1982 dopo l'intervento diretto di Israele nella guerra civile libanese su base confessionale sciita e divisa tra un braccio politico e uno armato, noto come "Resistenza Islamica".

Accusata negli ultimi tre decenni di numerosi atti terroristici, tra i quali l'esplosione di due autobombe nel 1983 a Beirut nel quale morirono 241 marines americani e 58 paracadutisti francesi e l'attentato del 1994 a Buenos Aires contro un centro culturale ebraico che provocò 85 vittime, Hezbollah si ispira ai principi rivoluzionari khomeinisti, ed è considerata la "longa manus" iraniana nel suo conflitto a distanza con lo Stato d'Israele.

Ultimo in ordine di tempo, l'attentato di Burgas in Bulgaria contro un pullman di turisti israeliani, nel quale morirono sette persone, ha fornito "le prove" per inserire il ramo militare nella lista dei terroristi dell'Europa, ma sembra essere il ruolo sempre più attivo giocato nel conflitto siriano, con Hezbollah schierata sul campo dalla parte del dittatore Bashar al-Assad, ad aver "provocato" l'accelerazione verso la messa al bando dell'Unione.

Di fatto, l'inserimento nella lista dovrebbe comportare il divieto di viaggiare per persone singole e il congelamento dei beni delle organizzazioni associate con il gruppo, anche se nei fatti l'applicazione di tali misure potrebbe essere complicata dalla difficoltà di svelare i legami tra le diverse ali della rete di Hezbollah. La misura, che non riguarda infatti il movimento politico, sembra avere quindi una prettamente funzione "simbolica", ma allo stesso modo sarebbe anche un tentativo di isolare ancora di più il regime siriano, che in Hezbollah e Iran vede i suoi unici espliciti alleati.

ATTENTATO DI BURGAS: ANCHE LA BULGARIA ACCUSA HEZBOLLAH

LA POSIZIONE ITALIANA - Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, che ha partecipato ai lavori, più volte in passato aveva espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni che la scelta di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche avrebbe potuto avere sulla "fragile" stabilità del Libano, e nella riunione di oggi il nostro paese ha rappresentato l'ala più scettica insieme a Malta e Irlanda.

Ad aumentare i dubbi italiani anche ragioni "molto pratiche": nel sud del Libano, quasi completamente amministrato da Hezbollah, opera infatti la missione Unifil, a cui l'Italia partecipa con circa 1.200 uomini. Un generale italiano, Paolo Serra, ne assicura inoltre il comando, ed è impegnato ogni giorno nel tentativo di conciliare le posizioni tra il movimento sciita libanese e Israele. Comprensibili, dunque, anche le preoccupazioni in ambienti militari sui possibili rischi per i nostri soldati legati alla decisione dei ministri Ue.

Nonostante questo, l`Italia è arrivata alla riunione di oggi a Bruxelles con l'idea di non bloccare l`unità europea sul tema, nonostante le riserve per una proposta fortemente sostenuta dalle grandi capitali europee, Londra, Parigi e Berlino. E così la titolare della Farnesina ha provato a negoziare con i colleghi il raggiungimento di un consenso degli Stati membri - sulla base della proposta del Seae (la "diplomazia" dell`Unione Europea) - che potesse preservare la coesione dell'Unione, senza mettere a rischio i delicati equilibri interni libanesi.

LA REAZIONE ISRAELIANA - "Saluto questo annuncio dell'Ue. Finalmente, dopo anni di delibere, l'affermazione secondo la quale Hezbollah è un partito politico legittimo è giustamente fallita. Ora è chiaro al mondo che Hezbollah è un'organizzazione terroristica", ha commentato il ministro israeliano della Giustizia, Tzipi Livni.

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