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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Elezioni Usa 2016, Hillary Clinton umiliata e furiosa: si è fermata ad un passo dalla storia

Clinton è vittima della sua stessa contraddizione: avrebbe potuto fare la storia, diventando la prima donna presidente degli Stati Uniti, ma è rimasta una politica sommamente impopolare. Dopo la sconfitta nessun discorso pubblico: "Non abbiamo nulla da dire stasera"

Ha chiamato Donald Trump e ha ammesso la sconfitta. Ma, per ora, non ha parlato ai suoi sostenitori con un discorso pubblico, come da tradizione secolare. A parlare ai suoi delusissimi supporter riuniti nella sede del loro quartiere generale a New York, Hillary Clinton - la grande sconfitta delle elezioni Usa 2016 - ha mandato il capo del suo team elettorale, John Podesta, che fu capo dello staff della Casa Bianca ai tempi della presidenza di Bill Clinton, marito di Hillary. "Andate a casa, non avremo niente da dire stasera", ha detto il manager della sua campagna elettorale.

Quando, quest'anno, le hanno chiesto se ha sempre detto la verità agli americani, Hillary Clinton ha risposto: "Ho sempre tentato di farlo". Ogni parola, per la candidata democratica alla Casa bianca, va dosata e questa convinzione le viene dalla sua vita di donna di potere e di avvocato capace di schivare le trappole. E, forse, proprio questo le è costato la vittoria nella corsa più importante della vita: quella alla Casa bianca, sconfitta da Donald Trump.

La sua prudenza verbale per i suoi detrattori diventa doppiezza, una caratteristica che trova - nella loro narrazione - una perfetta conferma nel fatto che usasse la sua email privata per le comunicazioni al posto di quella governativa quando era a capo della diplomazia americana. Proprio lo scandalo "Emailgate" ha avuto nell'ultima parte della campagna elettorale un'improvvisa, nuova fiammata, che ha contribuito all'imperiosa rimonta del suo rivale repubblicano, Donald Trump.

La disperazione dei sostenitori di Clinton (Ansa)

Clinton è vittima della sua stessa contraddizione: avrebbe potuto fare la storia, diventando la prima donna presidente degli Stati Uniti, ma è rimasta una politica sommamente impopolare, recepita distante dagli americani normali. Una donna, appunto, di potere, sulla breccia prima al fianco del marito Bill Clinton - Governatore dell'Arkansas e presidente degli Stati uniti per due mandati - e poi con la sua corsa alla Casa bianca inframmezzata dalla carica di segretaria di Stato. Tutto le possono dire, comunque, ma non che non sia una donna di polso, che ha conquistato tutto quello che oggi è, senza restare all'ombra di nessuno, a partire dal fascinoso e potente marito.

Hillary Diane Rodham, infatti, nasce il 26 ottobre 1947 non dalle famiglie dell'aristocrazia americana della politica, ma da una famiglia della working-class, prima di tre figli a Park Ridge. Il padre, Hugh Rodham, era un ufficiale di basso rango di marina durante la seconda guerra mondiale. Repubblicano, aprì un negozio di tendaggi a Chicago, col quale sbarcò il lunario. La madre, Dorothy Howell, era una donna devota alla cura dei figli e alla chiesa metodista.

Clinton © Infophoto

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