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Martedì, 25 Gennaio 2022
Arresti e chiusure / Cina

Hong Kong e Taiwan: le mosse della Cina contro la libertà di stampa

La stretta di Pechino sui media indipendenti nell’ex colonia britannica preoccupa da tempo il governo di Taipei

Gli Stati Uniti hanno chiesto alle autorità cinesi e di Hong Kong di rilasciare le sette persone legate all'agenzia di stampa indipendente Stand News, ora chiusa, che sono state arrestate ieri con l'accusa di sedizione.

Stand News ha annunciato la sua immediata chiusura

"Chiediamo alle autorità della Repubblica popolare cinese e di Hong Kong di cessare di prendere di mira i media liberi e indipendenti di Hong Kong e di rilasciare immediatamente quei giornalisti e dirigenti dei media che sono stati ingiustamente detenuti e accusati", haa detto il segretario di Stato Usa, Antony Blonken. "Un governo fiducioso che non ha paura della verità abbraccia una stampa libera", ha aggiunto il capo della diplomazia di Washington, affermando che "il giornalismo non è sedizione" e che "mettendo a tacere i media indipendenti, la Cina e le autorità locali minano la credibilità e la redditività di Hong Kong".

Tra i sette arrestati figurano la pop star attivista Denise Ho e l'avvocato Margaret Ng, così come i giornalisti Patrick Lam e Chung Pui-kuen. Sono stati detenuti per "cospirazione per la pubblicazione di articoli sediziosi", un reato punibile fino a due anni di carcere. Stand News ha chiuso ieri, meno di 10 ore dopo un raid mattutino in cui più di 200 agenti di polizia hanno perquisito la redazione ed hanno arrestato sei ex e attuali membri del personale.

Il raid contro il consiglio di amministrazione del media digitale Stand News, uno dei pochi giornali filodemocratici rimasti ancora nell'ex colonia britannica, è una pessima notizia. La draconiana legge sulla sicurezza nazionale è stata imposta da Pechino lo scorso anno. L'ultimo colpo contro la libertà di parola nella regione semi-autonoma arriva appena sei mesi dopo la chiusura della rivista Apple Daily, il cui proprietario, Jimmy Lai, rimane dietro le sbarre. In un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, Stand News ha annunciato la sua immediata chiusura.

Nel 2020 il Comitato permanente del Congresso Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo cinese, ha approvato all'unanimità una nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. La legge è pericolosamente vaga e ampia: in base alle disposizioni praticamente qualsiasi cosa potrebbe essere considerata una minaccia alla "sicurezza nazionale", e può essere applicata a chiunque sul pianeta. Le autorità cinesi hanno fatto passare la legge senza alcuna verifica o preoccupazione di trasparenza: è stata approvata poche settimane dopo il suo primo annuncio, bypassando la legislatura locale di Hong Kong. Inoltre, il testo è stato tenuto segreto all'opinione pubblica e presumibilmente anche al governo di Hong Kong fino a dopo la sua promulgazione.

"Mettere in pericolo la sicurezza nazionale" può significare praticamente qualsiasi cosa. Secondo questa nuova legge la "secessione", la "sovversione", il "terrorismo" e la "collusione con forze straniere" sono soggetti alla massima pena dell'ergastolo. Ma questi reati sono definiti in modo così ampio che possono facilmente diventare reati di tipo "piglia tutto" utilizzati in procedimenti giudiziari a sfondo politico con pene potenzialmente pesanti.

Cina "minaccia" anche Taiwan

Nelle stesse ora in cui la polizia di Hong Kong faceva irruzione nella sede del giornale, la Cina attaccava Taiwan minacciando “misure drastiche” se si muoverà verso l’indipendenza. Il portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan, Ma Xiaoguang, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa che Pechino è pronta a fare tutto il possibile per cercare la riunificazione pacifica con Taiwan, ma agirà se le linee rosse dell’indipendenza saranno superate. "Se le forze separatiste che chiedono l’indipendenza di Taiwan provocano, esercitano forza o addirittura superano una linea rossa, dovremo adottare un’azione drastica”, ha detto Ma.

La presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha espresso grande preoccupazione per l'arresto e la chiusura del sito web del quotidiano di Hong Kong Stand News , affermando che il Partito Comunista Cinese ha ridotto in brandelli la promessa di "un Paese, due sistemi" e ancora una volta ha soppresso la libertà di stampa a Hong Kong. Il Partito progressista democratico di Taiwan, al governo a Taipei, ha infine rinnovato il suo ostegno agli abitando dell’ex colonia britannica, sollecitando la comunità internazionale a prendere posizioni nette rispetto ad atti di questo tipo.

Per Pechino Taiwan è nulla più di una "provincia ribelle", destinata a venire riunificata, prima o poi. A Taipei le conseguenze sono evidenti da tempo: il locale sito web di informazione gemello di quello dell’ex quotidiano di Hong Kong Apple Daily, fondato dal magnate dei Media Jimmi Lai in carcere a Hong Kong, è stato messo in vendita dal liquidatore dell’azienda. 

 

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