Domenica, 1 Agosto 2021
Un nuovo caso Zaki? / Marocco

Ikram Nazih: la studentessa italo-marocchina arrestata per un post "blasfemo" su Facebook

Nelle scorse settimane la ragazza 23enne è stata condannata a tre anni e mezzo di carcere per oltraggio all'Islam. Cosa sappiamo finora

Ikram Nazih ha 23 anni

La accusano di oltraggio all'Islam. Per questo l'hanno condannata a tre anni e mezzo di carcere. Ikram Nazih è una studentessa di 23 anni con doppia cittadinanza italiana e marocchina, è nata a Vimercate (nella provincia di Monza e Brianza) da genitori marocchini. Attualmente è iscritta all'università di Marsiglia, in Francia, alla facoltà di giurisprudenza. La sentenza è stata pronunciata in Marocco dopo il suo arresto a Casablanca. La causa di tutto sarebbe un post su Facebook del 2019. A denunciare pubblicamente il fatto in Italia è stato il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, che ha chiesto al governo italiano di intervenire per la sua scarcerazione.

Cosa sappiamo su Ikram Nazih, la studentessa arrestata in Marocco

Il 20 giugno scorso Ikram Nazih sarebbe stata fermata all'aeroporto di Casablanca, in Marocco, dove si trovava in vacanza. Una settimana dopo, il 28 giugno, si è venuto a sapere della condanna in primo grado a una pena di tre anni e mezzo di carcere e al pagamento di una multa. L'accusa è quella di aver offeso pubblicamente l'Islam. La causa del procedimento contro la ragazza 23enne sarebbe un post su Facebook del 2019 in cui una parte del Corano era stata riscritta con parole giudicate blasfeme. Un post che peraltro era stato cancellato, ma un'associazione religiosa marocchina lo avrebbe prontamente denunciato.

Così, appena Ikram Nazih ha messo piede in Marocco, è scattato l’arresto e dunque il carcere. Il deputato della Lega Capitanio ha fatto sapere che la studentessa ha ricevuto in carcere la visita del console onorario e del console generale. La studentessa avrebbe detto al suo avvocato di essersi limitata a condividere sul social network un contenuto che le era stato inviato. Ora è in attesa della sentenza di appello nella speranza che venga ribaltato il primo grado. "Speriamo che la sentenza di primo grado possa essere ribaltata in appello, dopo aver accolto i chiarimenti arrivati dalla difesa. La diplomazia sta facendo di tutto e confidiamo assolutamente nella giustizia e nelle autorità locali per l'esito positivo di una vicenda molto complessa", ha spiegato il deputato leghista.

Diversi esponenti della comunità islamica hanno chiesto che, come da tradizione, il re del Marocco Mohammed VI conceda la grazia a Nazih in occasione della festa per Eid al-Adha, la festa del sacrificio che si svolge il 20 luglio.

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