Sabato, 5 Dicembre 2020

Il coronavirus spaventa Spagna, Francia e Regno Unito: il lockdown non è più un tabù

Da lunedì restrizioni in vigore in altre otto aree della regione di Madrid. Più di 16mila contagi nelle ultime 24 ore in Francia, nel Regno Unito sale l'indice Rt

Foto di repertorio

La seconda ondata di coronavirus spaventa la Spagna e in particolare la regione di Madrid dove già da qualche giorno sono entrate in vigore nuove restrizioni che prevedono, tra le altre cose, limitazioni alla mobilità e il divieto di frequentare parchi e ville. Sono 37 le aree della regione dove è attualmente in vigore la stretta. A queste, a partire da lunedì prossimo, se ne aggiungeranno altre 8 portando così il totale a 45. Sono più di 1 milione le persone sottoposte alle restrizioni. Una misura che si era resa necessaria vista l’esplosione dei contagi. Il totale dei casi ha superato quota 700mila, ma a preoccupare è soprattutto il trend di 10mila contagi al giorno (ieri 10.653). Sono stati registrati anche 84 decessi che portano il totale a 31.118 morto dall’inizio dell’epidemia.

Coronavirus, in Spagna scontro tra il Ministero della Salute e la comunità di Madrid

Sulle restrizioni c’è stata anche un’accesa polemica tra il Ministero della Salute, che aveva chiesto di estendere il mini-lockdown a tutta la regione, e il governo locale che invece ha preferito scegliere una misura più soft. El Pais riferisce che il ministro Salvador Illa, “con un gesto senza precedenti” ha spiegato in una conferenza stampa che il governo di Isabel Díaz Ayuso aveva ignorato le raccomandazioni del Ministero di introdurre le restrizioni in tutta la regione e introdurre misure più severe per bar e ristoranti. Misure che il governo centrale ritiene necessarie perché, ha spiegato Illa, “non vale la pena prendere scorciatoie”. Il Ministero ha comunque invitato la popolazione ad evitare ogni spostamento non necessario.

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Regno Unito, altri 6637 casi: sale l'indice Rt

La situazione è difficile anche nel Regno Unito dove, secondo quanto reso noto oggi dal governo britannico, l’indice rt è salito di un altro decimale, tra 1,2 e 1,5 contro 1,1-1,4 della settimana scorsa, confermando il trend al rialzo già da qualche evidente nel Paese (ieri sono stati registrati altri 6637 casi). Martedì il premier Boris Johnson ha annunciato nuove restrizioni nel Paese per limitare la diffusione del coronavirus. Tra i provvedimenti, oltre alla chiusura alle 22 per pub, bar e ristoranti, il divieto di fare sport di squadra al chiuso, la sospensione degli eventi sportivi con pubblico presente e una riduzione del numero di partecipanti massimi a celebrazioni nuziali limitata a 15 persone, rispetto alle 30 attuali. Ma se i casi non scendono non sono affatto escluso misure più drastiche.

La seconda ondata in Francia: 16mila casi in un giorno

Anche la Francia sta facendo i conti con la seconda ondata di coronavirus. Ieri nel Paese sono stati registrati 16.096 nuovi casi, il dato più alto dall’inizio dell’epidemia. Le nuove restrizioni prevedono tra le altre cose la chiusura totale di bar e ristoranti a Marsiglia e a Aix-en-Provence a partire da lunedì.

"Il premier francese Jean Castex ha fatto sapere di non escludere la possibilità di un nuovo lockdown, se la situazione nel Paese dovesse peggiorare ulteriormente. "Non si gioca con un'epidemia", ha detto a France 2, invocando una "responsabilità collettiva".

Perché in Italia i contagi sono più bassi?

Ma perché, a fronte di quanto sta accadendo in altri Paesi europei, in Italia il numero dei contagi resta tutto sommato basso? Per il virologo Giorgio Palù "il motivo di questa differenza è forse nel fatto che noi abbiamo osservato un lockdown più serio, ma non c'e' un'analisi dettagliata di come siano mutati i virus. Sappiamo dalle evidenze scientifiche che sta circolando un ceppo mutato, ma non troppo dissimile da quello originale di Wuhan". 

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