Giovedì, 4 Marzo 2021

L'ipotesi di impeachment o rimozione per Trump

I Democratici scrivono la messa in stato d'accusa del tycoon. I Repubblicani ragionano sull'uso del 25esimo emendamento per sfrattare l'inquilino della Casa Bianca senza accuse

Donald Trump potrebbe concludere nel modo più inglorioso la sua carriera di presidente degli Stati Uniti: con l'impeachment o addirittura con la rimozione. Secondo la Cbs questa seconda ipotesi, che prevede l'invocazione del 25esimo emendamento, si sta rafforzando nel gabinetto del presidente ma non è stata ventilata al vicepresidente Mike Pence.

L'ipotesi di impeachment o rimozione per Donald Trump

Il 25esimo emendamento della Costituzione prevede che il vicepresidente prenda i poteri nel caso il presidente muoia, si dimetta o sia rimosso dal suo incarico. A differenza dell'impeachment, dunque, consente di rimuovere il presidente senza che sia necessario elevare accuse precise. Ma l'idea circola anche nel partito repubblicano: quattro leader ritengono il 25/o emendamento la strada migliore, mentre altri due opterebbero per l'impeachment. Invece i repubblicani anti-Trump del Lincoln Project hanno chiesto l'impeachment: "Chiediamo l'immediata messa in stato di accusa e la condanna del presidente per costringere la sua rapida rimozione dalla Casa Bianca", si legge in una dichiarazione del gruppo che si è schierato contro il presidente durante la campagna elettorale.

Per quanto riguarda i Democratici, su Twitter la rappresentante al Congresso Usa Ilhan Omar lo ha scritto: "Sto redigendo gli articoli per l'impeachment. Donald J. Trump dovrebbe essere messo sotto accusa dalla Camera dei rappresentanti e rimosso dall'incarico dal Senato degli Stati Uniti. Non possiamo permettergli di rimanere in carica, si tratta di preservare la nostra Repubblica e dobbiamo adempiere al nostro giuramento". Lo stesso ha scritto Alexandria Ocasio-Cortez. 

Di fronte alle immagini che filtravano dal Campidoglio sotto assedio, Trump è rimasto a lungo in silenzio limitandosi a criticare il vice Mike Pence che alla fine, dopo quattro anni di devota acquiescienza, si è sfilato rifiutando bloccare la certificazione del voto. Poi, quando a Capitol Hill deputati e senatori avevano cominciato a vedersela brutta, un altro tweet, per invitare i sostenitori a "restare tranquilli". Per poi terminare con un messaggio registrato per chiedere ai suoi 'patrioti' di tornarsene a casa, "anche se l'elezione ci è stata rubata". 

Facebook e Twitter passano all'azione

Intanto a muoversi sono stati i social network. Facebook, Twitter e YouTube rimuovono il video in cui Donald Trump invita i manifestanti ad andare a casa denunciando allo stesso tempo elezioni rubate. "Lo abbiamo rimosso perché riteniamo che contribuisca al rischio di violenze", spiega Facebook. Twitter ha rimosso il video e bloccato l'account del presidente per 12 ore. YouTube nell'annunciare la rimozione mette in evidenza che il video è stato rimosso perché "viola le politiche sulla diffusione delle brogli elettorali".

Come conseguenza della situazione violenta senza precedenti e in corso a Washington, abbiamo richiesto la rimozione di tre tweet di Donald Trump postati oggi per ripetute e gravi violazioni della nostra politica di integrita' civica", ha twittato l'account Twitter Safety. "Ciò significa che l'account di Donald Trump sarà bloccato per 12 ore dopo la rimozione di questi tweet. Se i Tweet non vengono rimossi, l'account rimarrà bloccato. Le future violazioni delle regole di Twitter, incluse le nostre politiche di integrita' civica o minacce violente, comporteranno la sospensione permanente dell'account di Donald Trump", si legge nella serie di tweet del Social.

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