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Martedì, 30 Novembre 2021
Pena di morte in Iran / Iran

Uccise la fidanzata: impiccato ragazzo di 25 anni

Il caso in Iran. Amnesty International: "Ha confessato sotto tortura"

È stato impiccato in Iran Arman Abdolali, il 25enne arrestato quando aveva 17 anni per l'omicidio della fidanzata Ghazaleh Shakour, nonostante gli appelli di diverse ong e attivisti contro l'esecuzione della condanna. Il via libera alla condanna è stato dato dopo che la famiglia della vittima ha rifiutato di perdonarlo. Secondo il verdetto del tribunale, nel 2014 l'imputato avrebbe ucciso la fidanzata facendone sparire il corpo, dimostrando così di avere la "maturità mentale" per comprendere la natura e le conseguenze del reato commesso.

Arman Abdolali impiccato in Iran per l'omicidio della fidanzata

Il giovane è stato impiccato nella prigione di Rajaishahr, vicino Teheran. Abdolali si trovava in carcere dal 2016. Il corpo della ragazza non è mai stato trovato. Amnesty International aveva denunciato che la sua confessione era stata ottenuta "sotto tortura". Non solo: l'organizzazione internazionale aveva sottolineato in una nota come il suo processo "fosse segnato da gravi violazioni" e le dichiarazioni del ragazzo "poco convincenti".

Abdolali era stato condannato due volte alla pena massima prevista dalla legge iraniana, nel gennaio 2020 e nel luglio 2021, ma entrambi i verdetti erano stati rinviati dopo molte obiezioni da parte della comunità internazionale. Poi, poche ore fa, l'esecuzione.

L'Iran è uno dei pochi Paesi al mondo che continua ad applicare la pena di morte per i minorenni, pur essendo firmatario del Patto internazionale sui diritti civili e politici e della Convenzione sui diritti dell'infanzia, che vietano le condanne capitali per reati commessi da una persona di età inferiore ai 18 anni.
 

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