Martedì, 11 Maggio 2021

Incendio nella cattedrale di Nantes, sospetti su un lavoratore della diocesi

Le indagini si sono concentrate su un 39enne che ha chiuso a chiave la cattedrale il giorno prima del rogo. Ma gli inquirenti sono molto cauti: "Si tratta di verifiche"

Un uomo di 39 anni originario del Ruanda è stato fermato in relazione alle indagini per l'''incendio doloso'' nella cattedrale di Nantes, in Francia. Secondo l'emittente Rtl si tratta di un profugo ruandese che lavorava presso la diocesi e che era arrabbiato per il visto scaduto. Il sospetto è ritenuto responsabile della chiusura a chiave della cattedrale il giorno prima dell'incendio. "In questa fase si tratta di verifiche, nulla consente di coinvolgerlo nell'attuazione dell'incendio", ha dichiarato il pubblico ministero di Nantes, Pierre Sennes, citato da Le Figaro, affermando che "dobbiamo rimanere cauti''.

L'incendio è divampato ieri mattina all'interno della cattedrale di Saint-Pierre-et-Saint-Paul a Nantes ed è stato poi circoscritto in qualche ora provocando però seri danni. Il grande  grande organo della cattedrale è stato infatti "interamente distrutto", mentre anche la piattaforma dove poggiava viene definita "instabile" dal capo dei pompieri. I vescovi francesi hanno definito il rogo come una "ferita per tutti i cattolici". 

Dopo l’incendio di Notre-Dame di Parigi nell’aprile 2019 e quello di questa stessa cattedrale di Nantes nel 1972, non è solo una parte del patrimonio religioso ad essere distrutta, ma anche un simbolo della fede cattolica ad essere danneggiata, ferendo i cuori di tutti coloro per i quali questi edifici sono luoghi di preghiera, rifugi spirituali, punti di riferimento per la loro fede".

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