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Domenica, 23 Giugno 2024
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Incendio a Londra, è polemica sulla sicurezza: "Tanti allarmi inascoltati"

Già un anno fa i residenti della Grenfell Tower avevano denunciato in un blog una serie di problemi legati alla sicurezza, dalla mancaza di un sistema anti-incendio adeguato fino all'utilizzo di materiali pericolosi. Il sindaco Sadiq Khan e la premier May chiedono verifiche

La Grenfell Tower brucia ancora e infuriano le polemiche. Le autorità ormai non si aspettano più di trovare altre persone vive all'interno dell''edificio, come ha confermato il capo dei vigili del fuoco, sottolineando che ancora non è possibile fornire un bilancio preciso delle vittime e che ci vorranno settimane per bonificare l'intero grattacielo andato a fuoco.

La struttura era stata da poco ristrutturata e già un anno fa i residenti del complesso residenziale a ovest di Londra avevano alzato la voce contro la mancanza di un adeguato sistema anti-incendio, lamentando anche l'utilizzo di materiali di scarsa qualità ritenuti pericolosi, come un rivestimento isolante plastico giudicato pericoloso e infiammabile. Successive ispezioni però avevano cercato di rassicurare i residenti. 

"Tutti i nostri avvisi sono caduti nel vuoto", scrive ora il blog Grenfell Action Group, un punto di riferimento per i residenti del grattacielo, che pubblica una serie di link a diversi post che segnalavano - prima dell'incendio - tutta una serie di problematiche legate propria alla sicurezza: ascensori non a norma, estintori "scaduti", la presenza di un'unica via di fuga. In un post del novembre 2016 il comitato aveva tragicamente previsto quello che poi si è verificato nella notte del 14 giugno 2017.

COSA RESTA DELLA GRENFELL TOWER DOPO L'INCENDIO: IL VIDEO

torre londra incendio video-2

Nelle prime ore dell'incendio, uno dei residenti, Paul Munakr, aveva raccontato di essere stato svegliato dalle grida della gente "e non dall'allarme anti-incendio, che non ha funzionato". 

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, chiede che "sia data risposta prima possibile" agli interrogativi sulla sicureza dell'edificio, mentre la premier Theresa May ha assicurato che "ci sarà un'indagine appropriata e se ci saranno lezioni da imparare, così sarà e saranno intraprese azioni".

Intanto però si è messa in moto la grande macchina della solidarietà. Subito dopo l'incendio, i londinesi hanno aperto case, chiese e ricoveri per ospitare i residenti in fuga dal grattacielo in fiamme. Sono partite anche una serie di raccolte fondi, destinate alle persone colpiote dall'incendio, per oltre un milione di sterline. 
 

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