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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
La grande paura / Ucraina

Cosa succede se viene colpita una centrale nucleare

I reattori moderni hanno edifici di contenimento in grado di resistere a eventi estremi. Ma basterebbero a scongiurare una nuova Chernobyl? Cosa dicono gli esperti

Pericolo scampato. Almeno per ora. Ma è stata una notte drammatica per chi è rimasto sveglio a seguire le notizie che arrivavano dal fronte ucraino. Secondo Kiev la Russia avrebbe bombardato la zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa. Le autorità ucraine hanno affermato a tarda notte di essere finalmente riuscite a far arrivare i pompieri per spegnere un incendio scoppiato nell'edificio di addestramento della centrale nucleare. Nel rogo non si sono verificate vittime, hanno precisato i funzionari ucraini, mentre il sindaco di Energodar ha fatto sapere che gli scontri nella zona sono stati interrotti. La centrale ora è sotto il controllo della federazione russa. 

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato che "tutti i sistemi di sicurezza dei sei reattori non sono stati colpiti e che non c'è stato rilascio di materiale radioattivo nelle zone circostanti". Grossi ha anche confermato che "un proiettile ha colpito un edificio all'interno del perimetro della centrale". Il presidente ucraino Zelensky ha accusato il Cremlino di aver "fatto ricorso al terrorismo nucleare". "Nessuno Stato, tranne la Russia, aveva mai colpito una centrale nucleare" ha aggiunto. 

Nel corso di una conferenza stampa, Grossi ha poi spiegato che "l'integrità fisica della centrale è stata violata" ricordando alcuni punti che non devono essere mai "oltrepassati" se si vuole garantire la sicurezza degli impianti atomici, il primo dei quali è appunto "l''integrità fisica delle strutture nucleari". Il direttore generale dell'Aiea ha poi citato l'operatività dei sistemi di sicurezza degli impianti, la possibilità per lo staff di poter assolvere i propri compiti, sottolineando inoltre quanto sia importante che non manchi mai l'elettricità.

Rischiamo un disastro nucleare?

Ma cosa potrebbe accadere se un reattore venisse colpito per sbaglio? Mark Wenman, esperto di nucleare e professore associato all'Imperial College di Londra, sostiene che almeno nel caso specifico di Zaporizhzia non "c'è alcun rischio reale". Quanto meno a suo modo di vedere. Si tratta infatti di una centrale relativamente moderna e come tale i componenti essenziali del reattore sono alloggiati all'interno di un edificio di contenimento in cemento armato e acciaio "in grado di resistere a eventi esterni estremi, sia naturali che causati dall'uomo, come incidenti aerei o esplosioni".

"Il nocciolo del reattore - dice Wenman al 'Guardian' - è a sua volta alloggiato in un recipiente a pressione in acciaio sigillato con pareti spesse 20 cm". Si tratta dunque di una centrale che ha standard di sicurezza molto diversi da quelli di Chernobyl che non aveva neppure un edificio di contenimento.

Secondo Tom Scott, docente all'Università di Bristol, "i reattori sono tutti ad acqua pressurizzata e quindi non hanno nuclei di grafite che potrebbero incendiarsi" come a Chernobyl. Per questo Scott si dice "non eccessivamente preoccupato" che un evento involontario possa scatenare una catastrofe. Tuttavia, ha aggiunto, "sarebbe più preoccupante se i reattori venissero deliberatamente presi di mira per indurre un incidente nucleare".

Non è così ottimista Maurizio Martellini, fisico nucleare, professore all'Università dell'Insubria presso il Dipartimento di Scienza e alta tecnologia (Disat). A suo dire sparare sulla cupola del reattore nucleare significherebbe ''ripetere Chernobyl. Quando ci fu nell'86 Chernobyl, la cupola esplose e tutto il materiale radioattivo fu sparato a decine di km arrivando fino all'Italia. Se la centrale atomica venisse colpita per sbaglio - dice all'AdnKronos -, il rischio di un Chernobyl 2.0 sarebbe reale".

L'effetto di un tale incidente? "Non ci sarebbe un 'effetto Hiroshima' ma casi di radioattività e malattie legate alle radiazioni, un numero di tumori crescente e una ripetizione di Chernobyl. E questo lo sanno sia i russi che gli ucraini". Per questo, Martellini non crede a un attacco volontario alla cupola del più grande reattore in Europa, ma teme invece "che Putin, sentendosi accerchiato e sconfitto in quella che temo sarà una guerra lunghissima, possa usare armi nucleari".

"Il vero problema della centrale di Zaporizhzhia - sottolinea il fisico - è che, come tutte le centrali nucleari, utilizza del combustibile che dopo un certo numero di anni deve essere sostituito ma è molto 'caldo', come diciamo noi fisici, molto radioattivo e viene messo dentro delle piscine a raffreddare. La paura della Aiea, che non lo ha scritto ma che conosciamo, è che queste piscine non sono ricoperte come il reattore nucleare ma sono libere e a cielo aperto e la paura è che un missile possa finire su una di queste piscine di raffreddamento del combustibile nucleare spento, cosa che causerebbe una catastrofe molto più grave di Fukushima e Chernobyl".

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