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Domenica, 19 Maggio 2024
L'indiscrezione / Cina

Xi e Putin e la partnership "senza limiti": nuovo vertice su Ucraina e Taiwan?

La notizia dell'incontro per ora non è stata confermata dalle autorità cinesi, ma il Cremlino ha ampiamente discusso con la stampa il faccia a faccia tra i due leader. 

Dopo due anni senza lasciare la Cina, il presidente della Repubblica popolare Xi Jinping è arrivato oggi 14 settembre in Kazakistan, in quella che è la sua prima trasferta all'estero dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Quella kazaka è la prima tappa di una missione che lo porterà a Samarcanda, in Uzbekistan per il vertice di due giorni della Shanghai Cooperation Organization (Sco), che oggi è la più grande organizzazione regionale per copertura geografica e popolazione coinvolta. 

Il summit della Shanghai Cooperation Organization

Nata nel 1996 dopo il fortunato incontro tra il leader russo Boris Eltsin e il suo omologo cinese Jiang Zemin a Shanghai, l'organizzazione si presentava come meccanismo per favorire la risoluzione di dispute territoriali tra i cinque paesi aderenti, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Cina e Russia. L'organizzazione era inizialmente nota con il nome di Shanghai Five, ma poi, cinque anni dopo, si è trasformata nella Shanghai Cooperation Organization, a seguito di una progressiva istituzionalizzazione e allargamento (prima l'ingresso dell'Uzbekistan e poi, nel 2017, quello di India e Pakistan), che ha portato a un'intensificazione della cooperazione tra i suoi membri, tanto su questioni di sicurezza quanto in ambiti come quello economico, energetico e culturale.

La sicurezza è quindi il motore trainante dell'organizzazione. Lo ha ribadito lo stesso presidente Xi in due articoli pubblicati oggi sulla stampa kazaka e uzbeka, in cui il leader cinese ha messo in chiaro quali saranno i temi in cima all'agenda della due giorni del summit. Sulle pagine delle testate dei due paesi dell'Asia centrale, Xi ha scritto che la Cina vuole “approfondire la cooperazione in materia di applicazione della legge, sicurezza e difesa”, facendo esplicito riferimento sui media uzbeki alla questione dell'Afghanistan. Pechino, infatti, guarda con attenzione e interesse quanto accade in Asia centrale, per il suo ruolo cruciale nel mantenimento della stabilità nella regione cinese dello Xinjiang. 

Cosa succede alla Via della Seta cinese con la guerra in Ucraina

Il vertice in Uzbekistan giunge in un clima di deterioramento dei rapporti di Russia e Cina con l'Occidente: Mosca sta vivendo uno dei momenti più difficili per la Russia in oltre sei mesi di guerra in Ucraina, mentre la Cina è un'osservata speciale dopo aver lanciato imponenti esercitazioni militari cinesi nello Stretto di Taiwan, in rappresaglia per la visita sull'isola della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi.

Pechino non ha mai condannato la Russia per l'invasione dell'Ucraina, e si è sempre detta favorevole ai colloqui di pace, ma non si è unita alle sanzioni occidentali imposte a Mosca e, assieme all'India, ha aumentato le importazioni di greggio russo.

L'incontro (probabile) tra Xi e Putin

L'interesse dei media è tutto sul probabile incontro tra il leader russo Vladimir Putin e il suo omologo Xi a margine del summit: sarà il primo faccia a faccia da febbraio scorso, quando il presidente russo e Xi si incontrarono a Pechino e siglarono una partnership "senza limiti" tra Cina e Russia. La notizia per ora non è stata confermata dalle autorità cinesi, ma il Cremlino ha ampiamente discusso con la stampa il faccia a faccia tra i due leader. 

Secondo il diplomatico russo Yuri Ushakov ripreso dai media russi, Putin e Xi discuteranno di Ucraina e Taiwan nell'incontro che assume per il Cremlino "un significato speciale", data la situazione geopolitica. "I presidenti discuteranno sia l'agenda bilaterale che i principali argomenti regionali e internazionali", ha detto Ushakov in un briefing a Mosca. 

L'incontro, se si verificherà, darà comunque a Xi l'opportunità di sottolineare la sua influenza, mentre Putin può dimostrare l'inclinazione della Russia verso l'Asia: entrambi i leader possono mostrare la loro opposizione agli Stati Uniti proprio mentre l'Occidente cerca di punire la Russia per quella che Mosca chiama una "operazione militare speciale" in Ucraina. 

Tra Mosca e Pechino gli affari infatti vanno a gonfie vele. Secondo il Cremlino, nel 2021 il fatturato commerciale tra i paesi è aumentato di 140 miliardi di dollari, mentre per i primi sette mesi di quest'anno ha raggiunto quasi i 93 miliardi di dollari. E' l'acquisto del greggio che traina il commercio bilaterale: la Cina è il più grande acquirente di petrolio della Russia, una delle principali fonti di reddito per le casse statali di Mosca.

Putin e il nuovo gasdotto che arriverà in Cina

La lettura della posizione del Cremlino arriva da un'analisi della Cnn. Dopo le battute di arresto sul campo di battaglia, Mosca più che mai intende affidarsi a Pechino per dimostrare al mondo che il tentativo di isolare la Russia a livello internazionale equivale a un fallimento. 

"L'appoggio cinese aiuta Mosca a diffondere le sue narrative, ad addossare ad esempio alle sanzioni Ue la responsabilità della crisi alimentare, alla Nato quella dell'inizio della guerra. Crea un denominatore comune: l'insoddisfazione nei confronti dell'Occidente guidato dagli Stati Uniti e le ragioni che giustificano legami più stretti con la Cina", spiega al media statunitense Velina Tchakarova, direttrice dell'Istituto austriaco per la politica europea e di sicurezza a Vienna.

Negli ultimi giorni, la Russia ha insistito sul sostegno della Cina: la scorsa settimana, Li Zhanshu, Presidente del comitato permanente del Congresso nazionale del popolo della Cina, ha incontrato a Mosca il presidente della Duma e altri legislatori russi.

La Cina avrebbe espresso sostegno alla Russia per la guerra in Ucraina

Nella ricostruzione del colloquio fatto dalla Duma, Li ha affermato che "la Cina comprende e sostiene la Russia su questioni che rappresentano i suoi interessi vitali, in particolare sulla situazione in Ucraina. Vediamo che gli Stati Uniti e i suoi alleati della NATO stanno espandendo la loro presenza vicino ai confini russi, minacciando gravemente la sicurezza nazionale e la vita dei cittadini russi". Ma questa citazione non compariva nella versione cinese dell'incontro, il che solleva la questione di come formalmente la Cina sia disposta a sostenere la Russia di fronte ad un'invasione che non dà segni di volersi concludere. Sarà il probabile incontro tra Putin e Xi a sciogliere tutti i dubbi. 

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