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Lunedì, 11 Dicembre 2023
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Il futuro della Catalogna è sempre più lontano da Madrid

Domenica la Catalogna va alle urne per le elezioni regionali anticipate. Gli indipendentisti lavorano per costruire un ampio consenso a un referendum sull'indipendenza da Madrid da tenere nel 2016

Il politico nazionalista catalano Lluís Recoder ne è sicuro: nonostante la crisi che morde la Spagna, i Catalani potrebbero essere ricchi come gli Scandinavi. "Se fossimo uno stato europeo saremmo al settimo posto per reddito pro capite, dopo Danimarca e Svezia".

Sono calcoli discutibili (usando lo stesso parametro l'Irlanda, che vive una crisi economica pesantissima, ha un reddito pro capite più alto di quello della Germania). Ma tant'è, in Catalogna, regione di otto milioni di abitanti, questi dati vengono visti come la prova che l'indipendenza dalla Spagna non è solo praticabile, ma anche salutare. Quel che è certo è che la Catalogna trattiene sul territorio solo una parte delle tasse versate dai propri cittadini, destinando il resto al ministero del Tesoro, che poi provvede alla loro redistribuzione tra tutte le regioni spagnole: la differenza di quanto la Catalogna versa e quanto riceve ammonta a 16 miliardi di euro all'anno.

La campagna dei separatisti catalani potrà trovare nuova linfa il prossimo weekend dal voto anticipato per le elezioni regionali. Il futuro di questa regione può essere lontano da Madrid. La Spagna sta vivendo la crisi economica più grave degli ultimi decenni.

Elisenda Paluzie, economista e separatista dell'Università di Barcellona: "Ovviamente la transizione avrebbe dei costi, ma in pochi anni la Catalogna sarebbe in grado di sviluppare tutto il suo potenziale". Sulla stessa lunghezza d'onda uno studio di Núria Bosch e Marta Espasa: "La Catalogna stato indipendente, guardando alla sua economia, è un progetto realizzabile".

Non tutti la pensano così. Juan Rubio-Ramírez, economista nato in Catalogna che lavora alla Duke University negli Stati Uniti, crede che "ci sarebbe un vero esodo di aziende verso Madrid o verso altri paesi europei". Una piccola azienda tessile catalana di Vilanova d'Escornalbou racconta come un cliente abbia cancellato un ordine a causa del disprezzo espresso da alcuni politici catalani per la regione della Galizia, nel nordovest.

Il governo conservatore di Mariano Rajoy è preoccupato. La possibile indipendenza della Catalogna è vista come un segnale della fine della Spagna come nazione. Il voto di domenica a Barcellona e dintorni sarà un primo passo di un processo che può essere difficile da fermare. Gli indipendentisti hanno già promesso di voler lavorare per costruire un ampio consenso a un referendum definitivo, da tenere nel 2016.

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