Venerdì, 5 Marzo 2021
Stati Uniti d'America

Il caso dell'infermiere positivo otto giorni dopo il vaccino: perché non dobbiamo preoccuparci

A riportare la notizia è la Abc: l'uomo, operatore sanitario in un ospedale di San Diego, si è ammalato pochi giorni dopo aver ricevuto la prima dose. E non c'è nulla di strano

Foto di repertorio

Matthew W., infermiere 45enne di San Diego, in California, è risultato positivo al coronavirus otto giorni dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech. A riportare la notizia è AbcNews che spiega anche perché non il caso di preoccuparsi. Il 45enne ha ricevuto la prima dose di vaccino il 18 dicembre. Sei giorni dopo ha iniziato ad avvertire dolori muscolari, affaticamento e brividi. Il risultato del tampone, arrivato il 26 dicembre, ha confermato la positività al Sars-Cov-2. Ma come dicevamo non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Come ha spiegato a KGTV il dottor Christian Ramers, infettivologo del Family Health Centers di San Diego, le persone vaccinate non sviluppano fin da subito gli anticorpi necessari per tenere a bada Covid-19. "Sappiamo dagli studi clinici che ci vogliono dai 10 ai 14 giorni per iniziare a sviluppare una protezione contro il virus", ha detto Ramers aggiungendo che "la prima dose garantisce una protezione intorno al 50%" e solo una settimana dopo la seconda dose si arriva al 95%.

Non stupisce dunque che prima delle dose di richiamo si possa contrarre l’infezione. Non solo: visto e considerato che il vaccino ha un'efficacia del 95% (e non del 100) un’esigua minoranza di persone potrebbe ammalarsi anche dopo aver ricevuto la seconda dose. Il caso dell’infermiere di San Diego però potrebbe essere diverso: com’è noto Sars-Cov-2 ha un periodo di incubazione che può variare da 2 a 14 giorni, ed è dunque possibile che il 45enne si fosse già infettato quando ha ricevuto il vaccino. In ogni caso non c'è motivo di farsi prendere dal panico. "Ripeto fino alla nausea" spiega su Twitter il virologo Roberto Burioni commentando la notizia. "Nessun vaccino può offrire una protezione prima di 15 giorni dalla sua somministrazione. È inutile cercare di spaventare le persone: per produrre anticorpi il nostro organismo ci mette del tempo. Fatevene una ragione". 

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