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Sabato, 28 Maggio 2022
Inghilterra / Regno Unito

Contro la crisi, spunta una nuova tassa: quella sul calcetto

L'idea di mettere l'Iva a carico dei giocatori che affittano un campo da calcio a 5 è venuta in mente al ministro del Tesoro inglese. E nel Regno Unito è scoppiata la polemica. Il ministro dello Sport Robertson: "Così si uccidono le leghe"

Una tassa extra per giocare a calcetto. E' l'idea "anticrisi" partorita dal governo inglese e che tanto sta facendo discutere nel Regno Unito. Il governo di Cameron ha infatti messo allo studio l'ipotesi di far pagare l'Iva ai giocatori che scenderanno in campo sul campetto da gioco.

Una mossa che ha provocato la dura reazione di un membro del medesimo esecutivo, il ministro dello sport Hugh Robertson, che ha inviato una lettera al ministro del Tesoro, David Gauke, per denunciare "l'effetto dannoso che la tassa avrebbe su tutte le leghe di calcetto del paese".

"Sport England ha reso noto di recente che la partecipazione al movimento del calcetto è aumentata e questa è un'ottima notizia - scrive il ministro della lettera che è filtrata alla stampa ed è finita sulla prima pagina del Daily Telegraph - e noi vogliamo che questo trend continui", sfruttando anche il trampolino di lancio delle prossime olimpiadi.

Secondo il governo tuttavia le leghe di calcetto non posseggono i campi ma li affittano da società commerciali, circa 150 in tutto il paese, e su questo affitto, su come tutte le transazioni commerciali, deve essere pagata l'Iva. Nello specifico, un'ora di calcetto che ora costa 4,50 sterline aumenterebbe a 5,50.

Sulla polemica è saltato ovviamente anche il presidente dell'Oxford Mail Boys League, Paul Harvey, secondo cui la proposta mette a rischio il futuro del calcio inglese. "Il governo dovrebbe fornire incentivi anzichè cercare di monetizzare tutto applicando nuove tasse - ha detto - e dovrebbero piuttosto chiedersi in che modo possono dare una mano e come rendere le cose piu' semplici".


E ancora: "Stiamo cercando di incoraggiare i ragazzini a uscire dalle loro case - ha detto - a smettere di giocare con le Playstation per dedicarsi al calcio e questo va esattamente nella direzione contraria di quello che noi stiamo cercando di ottenere, e cioè un'Inghilterra più sana e giocatori in grado di competere tra dieci anni nei principali tornei di calcio"

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