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Sabato, 4 Febbraio 2023
Ulteriori aiuti militari / Stati Uniti d'America

Come l'invio dei carri armati Usa potrebbe cambiare la guerra in Ucraina

Gli Stati Uniti invieranno a Kiev 31 tank Abrams M1, ma ci vorranno mesi affinché arrivino a destinazione

Dopo il via libera della Germania alla spedizione in Ucraina di 14 carri armati di produzione tedesca Leopard 2, mezzi che secondo molti potrebbero letteralmente cambiare le sorti del conflitto, arriva un ulteriore sostegno alle forze di Kiev. Gli Stati Uniti invieranno all'Ucraina 31 tank Abrams M1, in un accordo dal valore di 400 milioni di dollari. I due annunci segnano un momento di svolta dopo settimane di pressioni da parte della Nato alla Germania.

I tank Abrams saranno costruiti ex novo da General Dynamics Corp e finanziati dal programma Ukraine Security Assistance Initiative. Questo vuol dire che i carri armati per le forze di Kiev non saranno presi dalle scorte americane e ci vorranno mesi affinché arrivino a destinazione. C'è poi la questione dell'addestramento all'utilizzo dei potentissimi tank. Al momento non è ancora stato deciso quando né il luogo nel quale si svolgerà il training dei soldati ucraini sull'uso dei carri armati Abrams ma, ha precisato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, non sarà in Ucraina. 

"Putin si sbagliava"

Con l'invio degli Abrams, gli Usa rispondono così alla richiesta del cancelliere tedesco, Olaf Scholz, di un ulteriore impegno americano verso le truppe di Kiev. L'invio di nuovi potentissimi carri armati potrebbe determinare un'escalation del conflitto in Ucraina.

Per il presidente statunitense Joe Biden, l'invio di tank Abrams a Kiev da parte degli Usa "non rappresenta una minaccia per la Russia, non è un'offensiva contro la Russia". Ma Biden ha voluto avvertire il presidente russo Vladimir Putin che l'alleanza non si sta "sbriciolando", ma che Stati Uniti e alleati sono uniti. "Putin si aspettava che l'Europa e gli Stati Uniti perdessero la loro determinazione", ha chiosato Biden nella Roosevelt Room alla Casa Bianca. "Si aspettava che il nostro sostegno all'Ucraina si sarebbe sgretolato con il tempo. Si era sbagliato. Ha sbagliato fin dall'inizio e continua a sbagliare". 

Ulteriori aiuti a Kiev

Il presidente statunitense ha poi elencato, uno per uno, gli aiuti che gli altri Paesi stanno inviando o invieranno all'Ucraina e tra questi c'è anche l'Italia, che "sta inviando artiglieria". Ed è il frutto di un'intesa raggiunta pochi istanti prima, quando Biden ha avuto un colloquio telefonico con la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, il presidente francese, Emmanuel Macron e il premier britannico, Rishi Sunak, per rafforzare il coordinamento euroatlantico nell'aiutare l'Ucraina a respingere l'attacco russo. 

Prendendo atto della situazione sul terreno a quasi un anno dall'invasione russa, i leader hanno ribadito l'importanza di una costante forte coesione tra alleati nel continuare a fornire assistenza a Kiev a 360 gradi.

Nelle stesse ore, altre potenze europee hanno offerto un ulteriore sostegno militare all'Ucraina. Il Regno Unito ha donato due carri armati Challenger, la Francia veicoli blindati da combattimento e sistemi di difesa aerei, l'Olanda i missili Patriot, la Polonia veicoli blindati, la Svezia mezzi per la fanteria, Danimarca e Estonia obici d'artiglieria, la Lettonia missili, la Lituania armamenti anti-aerei. 

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