Venerdì, 22 Gennaio 2021
IRAN / Iran

Dall'Iran voci contro la bomba atomica, ma gli Usa inaspriscono le sanzioni

Uno dei principali candidati alle presidenziali iraniane esclude che Teheran voglia la bomba atomica. Dagli Usa l'amministrazione Obama firma per nuove dure sanzioni economiche

Ali Akbar Velayati, uno dei principali candidati alle presidenziali iraniane, ha detto che il suo paese non intende dotarsi della bomba atomica, come sostengono invece i paesi occidentali e Israele, in una intervista concessa in esclusiva all'Afp. Velayati ha comunque escluso che ci sarà un cambiamento di linea se verrà eletto presidente il prossimo 14 giugno, spiegando che seguirà "esattamente" le direttive della guida suprea Ali Khamenei per difendere il diritto dell'Iran "all'utilizzo pacifico dell'energia atomica".

"La nostra guida suprema ha detto che la religione (musulmana) vieta di fabbricare una bomba, e abbiamo ribadito che siamo contro la fabbricazione di armi nucleari", ha assicurato ieri Velayati, parlando a margine della sua campagna elettorale. Ex capo della diplomazia iraniana (1981-1997), Velayati è attualmente consigliere per gli affari internazionali della guida suprema.

NUOVE SANZIONI USA - Il governo degli Stati Uniti ha imposto nuove sanzioni all'Iran, prendendo di mira per la prima volta coloro che fanno trading della valuta di Teheran.
"Vogliamo rendere il rial [la moneta iraniana] inutilizzabile al di fuori dei confini del Paese", ha detto un funzionario della Casa Bianca al Financial Times. Le nuove misure - la nona serie di sanzioni imposte dal presidente Barack Obama - colpiscono ampi settori economici dello Stato dei mullah e arrivano a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, previste per il prossimo 14 giugno. Il funzionario ha tuttavia ricordato che la tempistica non è legata alla tornata elettorale.

Le sanzioni, firmate ieri da Obama, dovrebbero imporre un duro colpo a chi si occupa di operazioni di acquisto, vendita e possesso di fondi o conti al di fuori dell'Iran denominati nella valuta nazionale. "Vogliamo che il rial diventi una valuta ancora più debole di quanto sia ora", ha continuanto l'alto funzionario.
Il rial ha perso la metà del suo valore dall'inizio del 2012: secondo la Casa Bianca è "il risultato delle sanzioni globali".
Le pesanti misure imposte dagli Stati Uniti hanno fatto anche schizzare l'inflazione. Questo ha creato un disagio diffuso tra la popolazione, con molti iraniani che non possono permettersi prodotti alimentari come la carne, il pane o i cereali.
Le nuove sanzioni colpiscono anche la vendita o la fornitura all'Iran di beni o servizi usati nel comparto automobilistico, che rappresenta uno dei più fiorenti settori dell'industria di Teheran, dopo quello petrolifero.

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