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Giovedì, 9 Dicembre 2021
La crisi del caro prezzi / Iran

Attacco hacker ai distributori di benzina: in Iran nuove proteste contro il regime

Sui display delle stazioni di servizio la frase provocatoria "Khamenei, dov'è il nostro petrolio?" e il numero di telefono della Guida Suprema

"Khamenei, dov'è il nostro petrolio?". La scritta campeggia sui cartelloni digitali di diverse città iraniane mentre gli automobilisti si accodano in lunghe file davanti alle stazioni di servizio. L'Iran - già in ginocchio per il caro prezzi - si è svegliato oggi senza benzina. Un attacco hacker, secondo l'agenzia semi-ufficiale Isna, anche se un rappresentante del ministero del Petrolio si è limitato a parlare di "problemi tecnici".

L'attacco, hanno fatto notare alcuni giornalisti iraniani, è avvenuto mentre ricorre il secondo anniversario delle proteste scoppiate per il caro carburante e represse con la forza dai Guardiani della Rivoluzione. A essere colpito dai pirati informatici è stato il sistema della 'carta carburante', la smart card con cui gli iraniani fanno rifornimento di gas e benzina a prezzi calmierati; la tessera prevede un tetto massimo di consumi, oltre il quale il carburante aumenta di prezzo. La televisione di Stato non ha spiegato l'accaduto, ma ha riferito che al ministero del Petrolio è in corso una "riunione di emergenza" per risolvere la situazione.

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Secondo quanto circola sui social, gli automobilisti che cercavano di fare benzina hanno visualizzato sul display il messaggio "cyberattack 64411", il numero di telefono dell'ufficio del Leader Supremo, Ali Khamenei, come era successo anche a luglio scorso durante un altro attacco informatico alla rete ferroviaria. Allora si invitava la popolazione a chiamare quel numero per chiedere maggiori informazioni.

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