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Lunedì, 15 Aprile 2024
L'allarme / Iran

"L'Iran è già pronta per la bomba atomica"

Lo denuncia l'Aiea in un rapporto: rinvenute particelle di uranio arricchito all'83,7%, poco al di sotto del limite necessario per produrre un ordigno nucleare

L'Iran potrebbe essere a un passo dalla bomba atomica. È quanto denuncia l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), secondo cui le scorte di uranio arricchito di Teheran sono 18 volte oltre il limite stabilito nell'accordo internazionale sul nucleare firmato nel 2015. Cosa più rilevante, l'Aiea ha rinvenuto particelle di uranio arricchito all'83,7%, poco al di sotto del 90% necessario per produrre una bomba nucleare.

Stando a quanto riporta l'Afp, il rapporto dell'agenzia cita una scoperta fatta in seguito alla raccolta di campioni avvenuta a gennaio nella fabbrica sotterranea di Fordo, un sito da tempo al centro dell'attenzione internazionale per la sua produzione di uranio arricchito. L'Aiea ha chiesto "chiarimenti" e "le discussioni sono ancora in corso" per determinare l'origine di queste particelle, aggiunge il rapporto che sarà presentato la prossima settimana.

L'Iran, che nega di voler acquisire armi atomiche, da parte sua ha denunciato "fluttuazioni involontarie" durante il processo di arricchimento, in una lettera all'Agenzia. La scorsa settimana Teheran ha affermato di “non aver compiuto alcun tentativo di arricchimento oltre il 60%”. "La presenza di particelle oltre il 60% non significa che ci sia un arricchimento (di uranio) a più del 60%", ha reagito il portavoce dell'Organizzazione iraniana per l'energia nucleare, Behrouz Kamalvandi.

La notizia arriva mentre i negoziati per rilanciare l'accordo raggiunto nel 2015 per limitare le attività atomiche dell'Iran in cambio della revoca delle sanzioni internazionali sono in fase di stallo. Erano iniziate nell'aprile 2021 a Vienna tra Teheran e le grandi potenze, ma sono bloccate dall'agosto 2022 in un contesto di crescenti tensioni. L'accordo, noto con l'acronimo di Jcpoa, era già stato annacquato dal ritiro degli Stati Uniti deciso nel 2018 dall'allora presidente Donald Trump. Da parte sua, l'Iran si è gradualmente liberata dai suoi impegni. Il suo stock totale di uranio arricchito ammontava così a 3.760,8 kg il 12 febbraio (contro i 3.673,7 kg di ottobre), oltre 18 volte il limite autorizzato dal Jcpoa, secondo le stime dell'Aiea. 

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