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Lunedì, 6 Dicembre 2021
IRAN / Iran

Nell'Iran di Rohani ci sarà ancora lo slogan "Morte all'America"?

Nuovi cambiamenti in vista nell'Iran del nuovo presidente moderato, anche sul velo delle donne

Nell'Iran del moderato Rohani potrebbe scomparire lo slogan "Morte all'America", scandito in discorsi pubblici e preghiere del venerdì da oltre tre decenni. Da giorni, infatti, nel Paese si discute sull'appropriatezza o meno di tale espressione e ieri proprio il presidente Hassan Rohani ha sottolineato come l'Iran possa affrontare "le potenze che minacciano i nostri interessi nazionali con la prudenza piuttosto che con gli slogan".

Come riportato oggi dal Financial Times, il dibattito è stato aperto la scorsa settimana dall'ex presidente Hashemi Rafsanjani, anche lui su posizioni moderate, che in un'intervista riportata sul suo sito web ha dichiarato di "non essere d'accordo sul fatto che dovremmo scandire 'morte a qualcuno' nei raduni pubblici", aggiungendo di non capire come questi tali slogan possano rivelarsi "utili". Ricordando quindi un colloquio con il fondatore della Repubblica islamica, l'ayatollah Khomeini, Rafsanjani ha detto che la stessa guida suprema "concordava sul fatto che `Morte all'America' dovrebbe essere eliminato".

NETANYAHU CONTRO ROHANI: "NON GLI CREDO"

Lo stesso giorno, il 1 ottobre scorso, il direttore di Asre Iran ha scritto un editoriale sostenendo la stessa posizione. Ma pochi giorni dopo, un generale iraniano, ha fatto sapere che, in occasione del 34esimo anniversario della crisi degli ostaggi nell'ambasciata Usa di Teheran, "Morte all'America e al sionismo globale risuoneranno in tutte le città e i villaggi dell'Iran".

A fronte di tale dibattito, un analista interpellato dal Ft ha sottolineato che non sarà facile rimuovere tale espressione, perchè "è stato lo slogan principale del regime per così tanto tempo".

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L'APERTURA SUL VELO DELLE DONNE

La polizia iraniana deve essere più tollerante nell'applicazione della legge che impone alle donne di indossare il velo. Parola del presidente iraniano Hassan Rohani, che già il mese scorso aveva invitato gli agenti ad applicare la legge nel rispetto della dignità umana, evitando "metodi estremi".

"Se c'è la necessità di ammonimento sull'hijab (che copre testa e spalle), la polizia dovrebbe essere l'ultima a intervenire - ha detto il presidente in un discorso tenuto all'Accademia di polizia e riportato dall'agenzia Fars - le nostre donne virtuose devono sentirsi sicure e rilassate alla presenza della polizia". Rohani ha quindi espresso la propria convinzione che il codice di abbigliamento debba essere insegnato nelle "scuole, nei licei, nelle università e nelle moschee", dicendosi anche certo che per promuovere la virtù nella società occorra contrastare povertà e disoccupazione, non scontrarsi con la polizia.

Unità speciali della polizia effettuano con regolarità operazioni di controllo nelle strade per verificare l'applicazione del codice di abbigliamento iraniano. I trasgressori possono essere puniti con moniti, multe o arresto di alcune ore.

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