Lunedì, 25 Ottobre 2021
TERRORISMO

Isis, allarme del New York Times: "Attenzione all'Iran"

Il quotidiano della Grande Mela contro il "paradosso" che emerge dalla guerra al terrorismo del governo Obama: "Teheran oggi è alleato, ma al tempo stesso nemico"

NEW YORK (USA) - Un alleato nella lotta contro l'Isis, ma pur sempre un nemico da cui difendersi. E' il paradosso emerso nelle ultime settimane negli Stati Uniti a proposito dei rapporti con l'Iran: da una parte, il presidente Barack Obama deve gestire le pressioni del partito repubblicano contro la repubblica islamica, con cui sta cercando di concludere un accordo sul programma per impedire che abbia un'arma nucleare, criticato ancor prima della stipula; dall'altra, la Casa Bianca sta diventando sempre più dipendente dai combattenti iraniani nella lotta contro gli estremisti dell'autoproclamato Stato islamico in Iraq e Siria. A parlarne è il New York Times.

Nei quattro giorni in cui le milizie iraniane guidate dal generale Qassem Suleimani si sono unite ai soldati iracheni per riconquistare la città di Tikrit, in Iraq, i funzionari americani hanno ribadito di non essersi coordinati con l'Iran, nella lotta contro il nemico comune. "Tecnicamente sarà pure vero", ma gli Stati Uniti stanno controllando da vicino la guerra che l'Iran conduce parallelamente contro l'Isis, anche per evitare "conflitti" nelle loro attività. Il risultato, secondo molti esperti di sicurezza nazionale interpellati dal New York Times, è che il coinvolgimento di Teheran sta aiutando gli iracheni a tenere la linea, finché gli americani non finiranno di addestrare nuove forze irachene. L'opinione più diffusa tra gli esperti è che la strategia statunitense sia stata finora un successo in gran parte grazie all'Iran, il cui intervento è stato decisivo in molte battaglie. 

Il rischio, però, è che l'Iran guadagni un peso eccessivo in Iraq: giorni fa, il Washington Post ricordava che, dove una volta c'era la statua di Saddam Hussein, a Baghdad, ora c'è il ritratto del leader iraniano Ruhollah Khomeini. "Niente illustra meglio - commentava il quotidiano - la trasformazione in atto in Iraq". Uno dei timori è che le milizie sciite possano rendersi colpevoli di atrocità contro i sunniti, di cui già recentemente sono state accusate.

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