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Martedì, 23 Aprile 2024
TERRORISMO

Isis, cresce il rischio di attacchi in Italia: "Coinvolte anche le donne"

In Italia c'è un "crescente rischio di attacchi" terroristici ad opera "di varie categorie": lo scrivono i servizi segreti nella relazione al Parlamento, sottolineando che tra queste ci sono anche donne - mogli, familiari o amiche - di combattenti

ROMA - Per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità, l'Italia è un potenziale obiettivo di attentati terroristici. E c'è un "crescente rischio di attacchi ad opera di varie categorie": tra queste ci sono anche donne - mogli, familiari o amiche - di combattenti "attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri".

Stavolta sono i servizi segreti italiani a mettere nero su bianco il pericolo di un possibile assalto da parte dell'Isis, in una relazione presentata oggi al Parlamento. Sebbene non sono emerse dalle indagini e dall’attività d’intelligence "progettualità ostili" riconducibili all’Isis o ad altre formazioni collegate al jihad globale, spiegano gli 007 italiani, "la minaccia interessa anche l’Italia, potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità". "Una valenza - ricordano i servizi - evocata, di fatto, dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista".

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I FOREIGN FIGHTERS - Diversi video degli estemisti islamici, d'altronde, facevano riferimento proprio a questo. Il nostro Paese - scrivono i servizi segreti nella loro relazione - potrebbe rappresentare una zona di "ripiegamento" per i foreign fighters che dall’Europa sono andati a combattere in Siria. Nel 2014, continuano gli 007, c’è stato un "significativo incremento del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra". Secondo i dati dei servizi, si ipotizza che siano tremila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre cinquecento provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l’Italia, "la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l’eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità".

Ma non sono soltanto i foreign fighters o i lupi solitari a preoccupare l'intelligence, ma una serie di "categorie" di soggetti, "attori esterni o interni ai Paesi-bersaglio". L'elenco stilato comprende "emissari addestrati e inviati dall'Isis o da altri gruppi, compresi quelli che fanno tuttora riferimento ad Al Qaeda, cellule dormienti, foreign fighters di rientro o 'pendolari' dal fronte (commuters), familiari o amici di combattenti (donne incluse) attratti dall'eroismo dei propri cari, specie se martiri, lupi solitari e microgruppi che decidano di attivarsi autonomamente (self starters)".

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