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Domenica, 26 Maggio 2024
Integralismo islamico

L'Isis minaccia l'Europa: "Porteremo l'inferno, entreremo con i migranti"

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco all'Hotel Corinthia di Tripoli: secondo un documento diffuso dai media libici, potrebbe essere il primo passo per la conquista "del ponte" per il Vecchio Continente

ROMA - "Entreremo in Europa con i migranti e la trasformeremo in un inferno".

Dopo l'attentato di ieri all'Hotel Corinthia di Tripoli, in Libia, l'Isis torna a minacciare l'Occidente e punta alla Libia come punto strategico per arrivare sulle coste europee. Lo rivela un rapporto dello Stato islamico - la cui autenticità non è però verificabile - ripreso dai media libici. "Se riusciremo a sfruttare il canale dell'immigrazione clandestina, la situazione in questi Paesi si trasformerà in un inferno", si legge nel rapporto.

Il Califfato, dunque, vuole conquistare la costa della Libia per arrivare in Europa sui barconi dei migranti. "La Libia ha una lunga costa davanti all'Europa meridionale, che si può raggiungere facilmente con semplici barche", aggiunge il rapporto citando "i frequenti viaggi dell'immigrazione illegale, con circa 500 persone al giorno". "Molti di loro - prosegue - possono superare i punti di sicurezza marittimi e raggiungere il cuore delle città. Se potremo sfruttare questo canale e svilupparlo in modo strategico come si deve, la situazione in questi Paesi del sud dell'Europa si trasformerà in inferno".

Secondo il rapporto, puntare alla Libia potrebbe anche aiutare ad "attenuare la pressione sull'Iraq e la Siria". L'ex ministro libico Ali Tarhouni ha lanciato, nei giorni scorsi da Davos, l'allarme sul fatto che l'Isis controlla i viaggi di migranti dalla Libia e potrebbe infiltrare terroristi sui barconi. "L'Europa sta sottostimando la possibilità che militanti possano infiltrarsi a Lampedusa, in Sicilia o a Malta", ha detto.

E proprio oggi il sottosegretario ai Servizi, Marco Minniti, parlando al comitato Schengen, ha affrontato il problema delle infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. "Questi possono essere un canale, ma non ci sono segnali specifici che ciò stia avvenendo - ha detto -. Quando c'era Mare Nostrum, ciò era un deterrente perché era difficile infiltrarsi passando su navi della Marina".

Ecco il volto del "califfo"

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