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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Isis, la vendetta kamikaze dopo i raid: strage di soldati in Libia

Decine di morti in un attacco portato dai miliziani dello Stato Islamico con una autobomba a Bengasi: la potenza dell'esplosione ha ridotto in macerie tre edifici. Obiettivo dell'attacco le Forze armate libiche fedeli al comandante Haftar

Almeno 28 persone sono state uccise e altre 20 ferite in un attentato kamikaze che ha colpito la città di Bengasi nella zona est della Libia. Si tratta della prima forte risposta dei miliziani dello Stato Islamico attestati a pochi chilometri dalle coste italiane in quello che dopo l'inizio dei raid americani è il nuovo fronte della guerra al terrore

L'attacco dei miliziani è mirato contro le forze fedeli al comandante Khalifa Belqasim Haftar, le cosidette Forze armate libiche che costituiscono il principale braccio militare nel paese nord africano piegato da anni di guerra civile dopo la caduta del dittatore Gheddafi. Le forze armate guidate da Haftar costituiscono un governo instaurato nella parte orientale della Libia dal 2014, rivale a quello sostenuto dalle Nazioni Unite e insediato a Tripoli dall'inizio del 2016

Un testimone ha detto all'agenzia di stampa Reuters come la potente esplosione abbia ridotto in macerie un edificio di tre piani nella zona residenziale nel quartiere Guwarsha nei sobborghi est di Bengasi.

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Il consiglio Rivoluzionario della Shura di Bengasi, una coalizione di gruppi armati, ha rivendicato la responsabilità per l'esplosione: il comunicato pubblicato sul siti dei media legati al gruppo filo-isis contro cui il generale Haftar combatte una dura campagna da circa due anni: le sue forze armate sono avanzate in diversi settori della città negli ultimi mesi, senza mai ottenerne il pieno controllo.

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