Martedì, 3 Agosto 2021
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Libia, l'Isis punta i pozzi petroliferi: l'Onu pronta a intervenire

Il premier Fayez al Sarraj ha richiesto l'intervento dell'Onu e della comunità internazionale a protezione degli "obiettivi sensibili". L'Italia, secondo indiscrezioni, sarebbe pronta a inviare 900 soldati. Ma dal Governo smentiscono

Foto di repertorio

LIBIA - I leader di Stati Uniti e Unione europea hanno ribadito ieri massimo sostegno al governo di Fayez al Sarraj, che ha richiesto l'intervento dell'Onu e della comunità internazionale a protezione di alcuni siti sensibili del Paese, in particolare i pozzi petroliferi minacciati dall'Isis. Una richiesta arrivata proprio nelle stesse ore in cui ad Hannover era in corso una riunione tra Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron, François Hollande e Matteo Renzi. 

LA MISSIONE INTERNAZIONALE - E proprio Renzi, ieri mattina, ha avuto un colloquio telefonico con il premier libico, di cui ha poi riferito durante il summit. La richiesta di aiuto, di fatto, spiana la strada per la formazione di una missione internazionale, che potrebbe essere operativa nel giro di qualche settimana. 

I MILITARI ITALIANI - Fonti di governo smentiscono, però, che l'Italia abbia offerto 900 soldati per la Libia, definendo la notizia pubblicata stamani dal Corriere della Sera "destituita di ogni fondamento". Secondo il quotidiano l'Italia potrebbe inviare dai 600 ai 900 militari con funzioni di addestramento dell'esercito libico e di protezione di possibili obiettivi dei jihadisti dell'Isis. Secondo quanto riferisce il Corriere, a Palazzo Chigi, alla Difesa e alla Farnesina ora si attende che la richiesta libica venga formalizzata alle Nazioni unite e che il Consiglio di sicurezza si riunisca per dare il via libera all'operazione. 

VIA ALLA PRIMA MISSIONE - Al momento l'Onu dovrebbe autorizzare solo una missione di addestramento delle forze libiche e di protezione di siti sensibili, con compiti di addestramento. Di certo c'è che i cinque Paesi riuniti ieri ad Hannover hanno accolto senza indugi la richiesta di Sarraj, come spiegato dallo stesso Renzi che ha assicurato il "sostegno unanime" del G5 all'esecutivo libico. L'Italia, ha aggiunto il premier, sarà "sensibile" alla richiesta di Tripoli, nel momento in cui sarà "formalizzata". Precisando che i pozzi petroliferi a cui ha fatto riferimento Sarraj non sono quelli dell'Eni, Renzi ha ricordato che quello libico "è il dossier che ci riguarda più da vicino". "C'è un cambio di disponibilità a livello internazionale, c'è piena disponibilità e pieno sostegno al governo Sarraj", ha commentato. 

IMMIGRAZIONE E RIFUGIATI - Renzi ha anche confermato che il presidente degli Stati Uniti Obama sostine l'idea che la Nato pattugli le coste libiche, e non solo quelle turche, per fermare gli scafisti che trasferiscono profughi verso la Sicilia. Sul tema dei rifugiati, inoltre, Obama avrebbe assicurato che anche gli Usa forniranno il loro contributo. D'altra parte, in un'intervista alla Cbs, l'inquilino della Casa Bianca ha spiegato che "non si tratta solo di un problema europeo: è anche un nostro problema".

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