Sabato, 24 Luglio 2021
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L'Isis è più povero: entrate diminuite del 30% in un anno

Crolla il reddito medio mensile dei jihadisti e diminuisce la produzione di greggio nelle aree controllate dagli estremisti

Il rapporto dell'Ihs, un istituto di ricerca che monitora il territorio controllato dal Daesh.

Le entrate dello Stato islamico sono diminuite del 30% circa nell'ultimo anno, obbligando i jihadisti ad introdurre nuove tasse per affermare la loro posizione. "A metà 2015 il reddito medio mensile dell'Isis era di circa ottanta milioni di dollari", spiega Ludovico Carlino, ricercatore capo dell'Ihs, un istituto di ricerca che monitora il territorio controllato dal Daesh.

"Nel marzo 2016 il reddito medio mensile è crollato a 56 milioni di dollari". Anche la produzione di greggio nelle aree controllate dai jihadisti è scesa da 33mila a 21mila barili al giorno, in gran parte a causa dei raid aerei condotti dalla coalizione a guida Usa e dalla Russia. Ma l'Ihs avverte che la minore produzione di petrolio ha solo carattere contingente, dato che l'Isis è in grado di riparare le infrastrutture danneggiate.

Secondo il rapporto, circa il 50% dei redditi dell'Isis deriva dalle tasse e dalla confisca di aziende e proprietà, mentre il 43% deriva dal greggio. La restante parte è frutto di traffico di droga e donazioni. Negli ultimi quindici mesi l'Isis ha perso circa il 22% del suo territorio e governa su sei milioni di persone invece di nove milioni: il " parco contribuenti", quindi, è diminuito di un terzo.

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