Venerdì, 19 Luglio 2024
Isis

Isis annuncia: "Un mese e poi attacco a otto Stati"

I jihadisti diffondono un documento che rivela i progetti d'espansione del Califfato: estendersi il più possibile e combattere per conquistare otto Stati. Si intitola "pesce nel deserto" e sta facendo il giro del web

Si intitola "Pesce nel deserto", come lo scinco, una lucertola che si muove sinuosa nelle dune. Questo è il titolo del documento diffuso nel web con cui l'Isis illustra la sua strategia e i suoi obiettivi militari da qui a un mese. Gli uomini del Califfo Abu Bakr Al Baghdadi vogliono arrivare a conquistare otto Stati: Arabia Saudita, Egitto, Yemen, Libia, Algeria e la parte occidentale dell'Iran, indicata come provincia di Khorasan. 

Nel documento vengono anche illustrati i simboli dei 24 Welaiat, ovvero le future province dell'impero nero jihadista. Il progetto ne prevede 16 tra Siria e Iraq, controllate attualmente dell'Isis. Le altre otto invece gli Stati da conquistare, considerate come la periferia del futuro impero: i due luoghi sacri dell'Islam la Mecca e Medina in Arabia Saudita, lo Yemen e l'Algeria, la penisola egiziana del Sinai, oltre a Khorasan e alle province di Brega, Fazzan e Tripoli in Libia.

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I loghi delle 24 future province dell'impero del Califfo

Anche il titolo che i jihadisti scelgono per il documento vuole risultare suggestivo: il "pesce del deserto" o "delle sabbie" è un rettile in grado di nuotare tra le dune. L'impero del Califfo si costruirà con questo sinuoso movimento: colpire a sorpresa, oppure ritirarsi rapidamente quando viene attaccato per poi riapparire in un luogo inaspettato da parte del nemico. 

Già nei mesi corsi il Califfo aveva spiegato come avrebbe allargato i confini del suo impero: rimanere o resistere in Siria e Iraq ed estendersi ad altri Paesi come appunto Egitto. Così aveva spiegato Abu Bakr al Baghdadi quattro mesi fa, nel discorso pronunciato a Mosul nel Nord dell'Iraq, in una delle sue poche apparizioni pubbliche. 

Ecco chi combatte l'Isis ogni giorno | Infophoto

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Intanto l'Isis ha rivendicato il duplice attacco a due moschee controllate dalle milizie sciite Houthi a Sanaa capitale dello Yemen, che è costato la vita ad oltre 120 persone. Un attacco compiuto due giorni prima di una altra rivendicazione da parte del gruppo: l'attacco al museo Brado di Tunisi che ha ucciso 23 persone tra cui quattro turisti italiani. Entrambi sono una primizia che dimostra come gli uomini di al Baghdadi mantengano le promesse. 

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