Martedì, 28 Settembre 2021
Isis

Isis, l'orrore non ha età: "Ragazzini torturati e abusati"

Human Rights Watch ha raccolto le testimonianze di quattro ragazzi rapiti e tenuti prigionieri dai jihadisti di Isis a Kobane. I giovani erano frustati con cavi elettrici, legati al muro e costretti a vedere video delle decapitazioni

ROMA - Altro orrore. Altre torture. Altre vittime, sempre più piccole. Molti ragazzi tra i quattordici e i sedici anni di di Kobane, in Siria, hanno subito per mesi abusi fisici e psicologici da parte dei jihadisti dell'Isis, che li avevano fatti prigionieri nel maggio scorso durante un'irruzione nella città curda al confine con la Turchia. 

Sono stati proprio quattro di quei ragazzini, ora liberi e rifugiati in Turchia, a raccontare a "Human Rights Watch" quei mesi di terrore e brutalità. Le piccole vittime hanno raccontato all'Ong di essere stati rapiti con altri centocinquanta compagni mente tornavano a casa da una scuola a Manbiji, poco a sud est di Kobane. Dopo il rapimento, le sevizie e le violenze nel nome dell'Islam e di Allah.  

"Chi aveva un genitore nell'Ypg - la sigla della resistenza curda - soffriva di più", ha raccontato un ragazzino, che poi ha trovato la forza per rivivere a parole quelle frustate ricevute con cavi elettrici. I bambini, hanno confessato loro stessi, sono stati anche costretti a vedere i filmati delle decapitazioni di Isis e delle azioni di battaglia. Tenuti in ostaggio da giordani, libici, sauditi e tunisini, oltre a siriani, venivano picchiati con ogni pretesto, compreso lo scarso rendimento negli studi islamici, cui erano costretti.

Le botte e le frustate, però, non erano le uniche cose che i ragazzini dovevano sopportare. In un caso, secondo uno dei testimoni, un ragazzo di quindici anni è stato legato e lasciato sospeso con le mani legate dietro alla schiena, e un piede legato alle mani. La sua colpa era stata aver invocato la madre, per paura. Una paura che i suoi carcerieri hanno puniti appendendolo al muro e intimandogli di "invocare Allah, non la mamma". 

"Dall'inizio della rivolta in Siria, i minori hanno sofferto degli orrori della detenzione e della tortura, prima ad opera del governo di Assad e adesso dell'Isis", ha ammesso Fred Abrahams, consigliere speciale per i diritti dei minori di Human Rights Watch. Per quei bimbi non c'è pace. 

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