Domenica, 20 Giugno 2021
Islam / Belgio

In Belgio il partito islamico è realtà: sì alla sharia, ma "all'occidentale"

Il partito Islam vorrebbe introdurre la pena di morte ("ma solo in alcuni casi") e propone di far viaggiare uomini e donne divisi sui bus. E il Belgio si divide

Il presidente del partito islamico, Abdelhay Bakkali Tahiri (foto EPA/OLIVIER HOSLET)

In Belgio il partito islamico è già realtà. Si chiama Islam (appunto), acronimo di integrità, solidarietà, libertà, autenticità e moralità, e ha già due consiglieri eletti in altrettanti comuni della regione di Bruxelles. Si tratta di Redouane Ahrouch, un’autista di bus che già negli anni ’90 si era speso per la creazione di una delle prime moschee sciite della città -, e di Lhoucine Aït Jeddig, eletto a Molenbeek, il quartiere della Capitale divenuto celebre dopo gli attentati di Parigi del 2015.

Alle ultime elezioni comunali del 2012, il partito islamico è riuscito a raggranellare più voti di quanto sperato, e le prossime elezioni - che si svolgeranno ad ottobre - saranno molto importanti per capire che futuro potrà avere un movimento di questo genere. Secondo un sondaggio effettuato a maggio 2015 dal quotidiano La Libre Belgique, il partito viene accreditato di un consenso quasi insignificante: solo il 2% nell’area di Bruxelles, e percentuali prossime allo zero nella Regione Fiamminga e in quella Vallona. Sta di fatto che il partito c’è e il suo fondatore e leader, Redouane Ahrouch, esterna spesso e volentieri. Al sito DH.be Ahrouch ha dichiarato che il partito islamico si propone di introdurre la Sharia (la legge islamica) in Belgio, "ma una sharia occidentale, più orientata verso i problemi socio economici e familiari".

Il partito islamico belga: donne e uomini separati sui bus

Ahrouch ha proposto anche una sorta di apartheid all'interno dei mezzi pubblici: uomini dietro e donne davanti. Il motivo? "Durante le ore di punta, con i mezzi affollati, molte persone - sopratutto straniere - ne approffittano per 'appoggiarsi' alle donne". 

"La sharia è come un sacco"

Quanto al presidente del partito Islam, Abdelhay Bakkali Tahiri, dice di voler "prendere ispirazione dal Corano", ma nella sua dimensione "etica", beninteso. Sull'applicazione della sharia la sua posizione è più sfumata. La sharia, ha affermato, "è come un sacco, prende la forma di cio' che mettiamo dentro". E poi la Costituzione belga "coincide già per l'80% con il Corano". Ciò che preoccupa i belgi, è il fatto che Tahiri non abbia esplicitato quale sia il 20% mancante. 

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Il dibattito in Belgio

Va detto comunque che il partito Islam ha una doppia faccia: a tratti moderata, a tratti più estremista. Prima delle elezioni del 2012, i dirigenti avevano fatto appello a valori universali come la giustizia sociale, e avevano denunciato le discriminazioni di cui a loro avviso era vittima la popolazione musulmana in Belgio. Dopo le elezioni però la musica è cambiata: oggi il partito Islam parla apertamente di sharia (benché all'occidentale) e vorrebbe reintrodurre la pena di morte, "ma solo in casi rari"

In Belgio ci si interroga se un partito di tale risma possa essere ammesso come su nulla fosse alle elezioni. Come riferisce EuropaToday, è uno dei ministri dei nazionalisti fiamminghi, Theo Francken, titolare dell'immigrazione, ad aver usato le parole più dure nei confronti di Islam: "Nel loro mondo governato dalla sharia, le donne non hanno diritti. Qui vogliono cominciare con la segregazione nel trasporto pubblico. Questo partito è rivoltante".

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