Sabato, 24 Luglio 2021
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In Islanda donne e uomini guadagneranno lo stesso stipendio: lo dice la legge

E' entrata in vigore la legge, approvata la scorsa primavera, che rende obbligatoria la parità di stipendio e prevede multe per le aziende che non la rispettano

L'Islanda è il primo paese al mondo dove per legge vige la parità di stipendio tra uomo e donna. A partire dal 1 gennaio 2018 sarà infatti illegale pagare di più un lavoratore di sesso maschile rispetto a uno di sesso femminile e aziende e uffici con più di 25 dipendenti dovranno ottenere dal governo la certificazione che attesti la messa in pratica di questa nuova policy, pena un'ammenda.

"E' un meccanismo per assicurare che donne e uomini siano retribuiti alla pari", dice ad Al Jazeera Dagny Osk Aradottir Pind, membro del consiglio di amministrazine dell'associazione islandese per i diritti delle donne. "Credo che ora le persone stiano iniziando a capire che questo è un problema sistemico, che va affrontato con metodi nuovi - spiega Aradottir Pind - Le donne hanno parlato di questo, abbiamo creato sensibilizzazione e siamo riusciti ad arrivare al punto che le persone si rendono conto che la legislazione che abbiamo adottato non funziona, e dobbiamo fare qualcosa di più". 

Islanda è il paese con più parità al mondo

Negli ultimi nove anni l'Islanda è sempre stata al primo posto della classifica dei paesi più avanti nella parità di genere secondo i risultati del Global Gender Gap Report  redatto dal World Economic Forum. Si tratta di un rapporto che tiene conto di indicatori come le opportunità economiche, la partecipazione alla vita politica, accesso alle cure sanitarie e aspettativa di vita tramite i quali valutare lo stato della "gender equality" in un determinato Paese.

Nella top five del Global Gender Gap Report  2017 ci sono Islanda (che ha colmato il divario tra uomo e donna all'88 per cento), Norvegia, Finlandia, Rwanda e Svezia. L'Italia, terzultima in Europa, è solo 82esima su 144 posizioni complessive, dopo aver perso ben 22 posizioni rispetto all'anno precedente. L'ultimo posto in classifica è per lo Yemen mentre sono ben 52 le nazioni che si piazzano al di sotto della media globale (tra cui Cina, Liberia e Emirati Arabi) e 60 quelle che hanno visto diminuire il divario di genere. 

Un Parlamento composto per metà da donne

La legge sulla parità dei salari in Islanda è stata appoggiata sia dal governo di centrodestra sia dall'opposizione, in un Parlamento composto al 50 per cento da donne.

Lo scorso ottobre migliaia di donne islandesi avevano scioperato ed erano scese in piazza nella capitale Reykjavik contro il "gender pay gap". Sebbene nel paese la discriminazione di genere fosse già illegale, nei fatti questo però continuava a non avvenire. Il governo, sull'onda delle proteste delle donne, aveva quindi avanzato una proposta di legge in tal senso, approvata a marzo dall'Althingi, il parlamento islandese. 

"È il momento giusto per fare qualcosa di radicale - aveva dichiarato Thorsteinn Viglundsson, il ministro dell’Uguaglianza e degli Affari sociali-  I diritti umani sono diritti uguali per tutti. Dobbiamo fare in modo che gli uomini e le donne godono di pari opportunità sul luogo di lavoro. È nostra responsabilità adottare ogni misura per raggiungere questo obiettivo".

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