Giovedì, 16 Settembre 2021
Conflitti

Gaza, nessuna tregua: "Pronti a combattere per mesi"

Quarto giorno di battaglia nella Striscia di Gaza con Israele che vuole colpire tutti gli obiettivi di Hamas. Immediata la replica: "Pronti a combattere per mesi". Gli appelli per un cessate il fuoco di Usa e Onu cadono nel vuoto

Attacco aereo su Gaza (Infophoto)

Israele schiera i carri armati al confine, Hamas non ha paura di "combattere per mesi". In Medioriente spirano venti di guerra. 

Sul campo continua il confronto militare. In tutto sono cento i morti nella Striscia da quando martedì scorso è cominciata l’offensiva militare dello Stato ebraico. Dall’inizio dell'operazione "Margine protettivo" gli obiettivi colpiti (zone di lancio di razzi, tunnel, campi di addestramento) sono stati 1090. Le ultime vittime sono sei. Uno dei morti era Anas Abu al-Kassun, miliziano della Jihad islamica, ucciso a Tel el-Hawa, quartiere di Gaza. Gli altri cinque, tra i quali una donna, si trovavano in un’abitazione a Rafah quando sono stati centrati dal fuoco israeliano. Almeno quindici persone sono rimaste ferite.

Nelle ultime 24 ore, invece, da Gaza sono stati lanciati duecento razzi verso centri abitati in Israele. Lo riferisce un portavoce militare, secondo cui dall’inizio delle ostilità contro Israele sono stati sparati 550 razzi. Inoltre, un razzo lanciato dal sud del Libano ha colpito questa mattina un'area a nord di Israele, senza fare vittime né feriti.

HAMAS RILANCIA - "Hamas è pronto a combattere per mesi": è l’avvertimento giunto la scorsa notte da Mahmud a-Zahar, dirigente del movimento islamico, in un’intervista telefonica ad una emittente di Gaza. Un cessate il fuoco, ha aggiunto, dovrà rispettare le condizioni di Hamas come la rimozione del blocco di Gaza e la liberazione dei detenuti arrestati il mese scorso. Le parole del leader islamico arrivano mentre continua a crescere la tensione tra israeliani e palestinesi. Da un lato dunque il premier Netanyahu ribadisce che "una tregua non è in agenda" e dall’altro anche Hamas rilancia.

LA CONDANNA DELL'ONU - Riunito anche il Consiglio sicurezza dell’Onu. Ban Ki-moon ha ribadito la sua condanna al lancio dei razzi da Gaza a Israele, sottolineando che "è inaccettabile per i civili di entrambe le parti di vivere permanentemente nella paura". "Il mio interesse primario è quello di proteggere i civili", ha aggiunto il segretario generale. "Ancora una volta - ha sottolineato - i palestinesi si trovano in mezzo tra l'irresponsabilità di Hamas e la dura risposta di Israele.

L'APPELLO DI OBAMA - Dagli Stati Uniti il presidente Barack Obama chiede lo stop all’escalation e dà la disponibilità degli Usa a mediare. Obama ha espresso ieri al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu tutta la sua preoccupazione per l'escalation delle violenze tra Israele e il movimento palestinese Hamas, offrendo la sua mediazione per l'istituzione di un cessate il fuoco. In una conversazione telefonica con il capo del governo dello Stato ebraico, Obama "ha espresso la sua preoccupazione per l'escalation ed ha sottolineato la necessità per tutte le parti in causa di fare il possibile per proteggere i civili e ripristinare la calma", si legge in un comunicato della Casa Bianca. Calma che, per ora, non si vede all'orizzonte.

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