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Lunedì, 15 Aprile 2024
ISRAELE / Israele

Israele, non si ferma la "lotta delle pance vuote"

Centinaia di detenuti palestinesi stanno portando avanti uno sciopero della fame, mentre arriva la condanna dell'ONU

In Cisgiordania si continua a protestare contro le condizioni carcerarie a cui sono sottoposti i detenuti palestinesi nelle prigioni israeliane. Ieri un centinaio di manifestanti si sono scontrati con alcuni soldati israeliani nel posto di controllo di Ofer, a sud di Ramallah, come riporta Euronews.

Dei 4700 palestinesi che si trovano nelle carceri israeliane, almeno un terzo di loro hanno iniziato il 17 aprile uno sciopero della fame per reclamare l'abolizione dell'isolamento carcerario e della detenzione amministrativa, eredità del vecchio mandato britannico, che permette la reclusione senza imputazione o sentenza per periodi indeterminati. I responsabili palestinesi hanno dichiarato che almeno 2000 persone stanno prendendo parte alla "lotta delle pance vuote", ma secondo l'amministratore penitenziario Sivan Weizman "solo" 1450 persone starebbero partecipando alla protesta. Come riporta il quotidiano francese Liberation, sarebbero in corso delle trattative tra le forze dell'ordine e i rappresentanti dei detenuti. 

Anche la comunità internazionale ha criticato il governo israeliano. "Sono disgustato dalle violazioni continue dei diritti dell'uomo nelle prigioni israeliane" ha dichiarato il relatore Onu nei territori palestinesi occupati, Richard Falk, che ha chiesto "al governo di Israele di rispettare gli impegni internazionali in materia di diritti umani nei confronti dei detenuti palestinesi". "Israele deve trattare coloro che stanno portando avanti lo sciopero della fame rispettando le norme internazionali, permettendo la visita delle famiglie", ha aggiunto Falk. 

Il relatore delle Nazioni Unite ha chiesto alla comunità internazionale di svolgere un'azione di controllo, in modo da assicurarsi che Israele rispetti le norme internazionali in materia dei diritti umani nel trattamento dei prigionieri palestinesi. Falk ha inoltre ricordato che dal 1967 "sono stati rinchiusi nelle carceri israeliane 750mila palestinesi, di cui 23mila donne e 25mila bambini, cioè il 20% della popolazione palestinese che si trova nei territori occupati". 

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