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Venerdì, 24 Maggio 2024
Medioriente

Sangue in Medio Oriente, gli Usa: "Colpa delle nuove colonie di Israele"

Nuova ondata di attentati nella regione, mentre scende in campo anche la diplomazia Usa. John Kerry spiega: il conflitto con i palestinesi è stato alimentato "dall'enorme aumento delle colonie"

La situazione in Medio Oriente è di nuovo incandescente e gli Stati Uniti si preparano a scendere in campo con tutta la loro diplomazia. Il segretario di Stato americano John Kerry ha annunciato infatti una sua prossima missione nella regione.

"TROPPE COLONIE" - "C'è stato un enorme aumento di colonie negli ultimi anni e oggi abbiamo questa violenza perché sta crescendo la frustazione", ha detto il segretario Kerry, parlando alla Harvard University e commentando gli attacchi e gli scontri che dall'inizio di ottobre hanno insanguinato la regione, in un intervento riportato dal Jerusalem Post.

"VIA DAL PRECIPIZIO" - Kerry ha quindi riferito di colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen lo scorso fine settimana "nel tentativo di riportare la calma". Lo scopo della missione di John Kerry è chiaro: "al momento opportuno", ha fatto sapere il segretario di Stato Usa, "mi recherò presto lì" e "cercherò di vedere se possiamo allontanarci da questo precipizio". 

ANCORA ATTACCHI - La situazione è già critica. Ieri due attacchi a Gerusalemme hanno causato la morte di tre israeliani e il ferimento di più di 20 persone; anche tre palestinesi sono rimasti uccisi in scontri. Dal 1 ottobre scorso, sono sette gli israeliani rimasti uccisi, e decine quelli feriti, in 26 attacchi messi a segno in Israele e nei Territori palestinesi. Secondo le autorità palestinesi, nello stesso arco di tempo sono morti 27 palestinesi, tra cui nove responsabili degli attacchi agli israeliani.

LA MOSSA DI GERUSALEMME - Il gabinetto di sicurezza israeliano ha autorizzato la polizia a chiudere i quartieri arabi di Gerusalemme Est. "Il gabinetto per la sicurezza ha deciso diverse misure per combattere il terrorismo, in particolare l'autorizzazione alla polizia di chiudere o di imporre il coprifuoco nei quartieri di Gerusalemme in caso di scontri o di incitamento alla violenza", si legge nella dichiarazione diffusa oggi dall'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. L’esercito israeliano ha annunciato poi il dispiegamento di sei compagnie che affiancheranno la polizia nel contrastare le aggressioni a ebrei da parte dei palestinesi.

Attacchi in Israele, bus assaltato a Gerusalemme | Infophoto

PUGNO DURO CONTRO I TERRORISTI - "Il gabinetto ha anche autorizzato la demolizione delle case dei terroristi, e che nessuna nuova costruzione venga autorizzata sul sito in questione, che le proprietà dei terroristi siano confiscate e il permesso di soggiorno in Israele venga revocato", si legge ancora nel comunicato. Il gabinetto dovrebbe riunirsi nuovamente oggi per decidere ulteriori misure, in particolare contro "l'incitamento alla violenza".

Tensioni e attentati a Gerusalemme | Infophoto

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