Venerdì, 4 Dicembre 2020
Paesi Bassi

La banda di ragazzini che uccide un uomo accusato di pedofilia

Avvicinato in una chat con l'esca dell'incontro con un bambino, l'uomo è stato picchiato selvaggiamente da sette teenager che hanno agito come "vigilantes" anti-pedofili. Due di loro sono in carcere

Il 28 ottobre un insegnante in pensione di 73 anni, Jan Kruitwagen, è stato avvicinato in una chat gay e attirato ad un appuntamento al buio  in un parco di Arnhem, in Olanda, per un incontro sessuale. L’uomo è stato picchiato selvaggiamente ed è morto poco dopo per le ferite riportate. La storia, riportata prima dai giornali olandesi e poi da quelli inglesi, è raccontata oggi dal Corriere della Sera. E ha qualcosa di eccezionale perché a quanto pare a uccidere l'uomo è stato un gruppo di ragazzini che dà la caccia ai pedofili per punirli. 

Jan Kruitwagen: la banda di ragazzini che uccide l'uomo accusato di pedofilia

Secondo le indagini Kruitwagen è stato catturato da ragazzi che si sono spacciati per un quindicenne in una chat room gay e hanno invitato l'ex insegnante a un incontro nel parco. L'uomo sapeva che avrebbe dovuto incontrare un bambino, hanno detto gli investigatori, ma non ci sono prove di suoi precedenti abusi sessuali. Il pensionato è arrivato all'appuntamento del 28 ottobre dove non ha trovato nessuno, è stato poi seguito a casa dalla banda (composta da sette teenager) che lo ha picchiato. Poi è morto per le ferite riportate in ospedale. Il Daily Mail riporta che uno degli avvocati dei sette ragazzi arrestati ha detto ai media locali che il suo cliente è stato coinvolto nell'attività di "vigilanza" perché si annoiava durante il lockdown. 

Sei dei sette adolescenti arrestati hanno meno di 18 anni. Due di loro sono stati posti in carcere, mentre un altro avvocato ha detto che i ragazzi non avevano un piano premeditato e volevano solo "dargli una lezione", suggerendo l'ipotesi che l'uomo sia morto a causa di una caduta. L'avvocato Jamil Roethof ha detto al giornale nazionale  De Gelderlander che i ragazzi non avevano un piano premeditato per attaccare Kruitwagen e volevano solo affrontarlo. Ha suggerito che il pensionato fosse morto per una caduta. Da luglio ad oggi, secondo il quotidiano olandese Algemeen Dagblad, la polizia ha registrato 250 casi di aggressioni online o di persona da parte dei gruppi di vigilantes. 

Da luglio 250 casi di giustizia fai da te in Olanda

Non si tratta quindi di altri episodi isolati. Il Corriere della Sera racconta che lo scorso weekend nella provinca di Zeeland un presunto molestatore è stato assalito ed è finito in ospedale, mentre un altro ha visto la sua foto e i suoi dati personali pubblicati sui social network. 

Su Facebook proliferano i gruppi sul tema, alcuni, come «Pedohunters NL» e «pedophiles unmasked», contano migliaia di follower, in maggioranza giovani, attirati dall’idea di far parte di una comunità ristretta che agisce peril «bene comune». Il coronavirus ha moltiplicato le persone che passano il tempo online in cerca di qualcosa da fare e magari vengono attirati nella rete delle teorie cospirazioniste come quella di QAnon.

.Lo scorso fine settimana alcuni ex alunni, colleghi e amici di Kruitwagen hanno tenuto una veglia per l'insegnante in pensione, mentre il sindaco di Arnhem Ahmed Marcouch ha definito l'omicidio "un crimine mostruoso". I vigilantes affermano di agire per proteggere i bambini, ma alcuni gruppi simili in Gran Bretagna hanno portato a suicidi e ad aggressioni nei confronti di chi è stato preso di mira. 

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