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Venerdì, 20 Maggio 2022
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Juan Manuel Santos premio Nobel per la Pace 2016

Il presidente della Colombia premiato per i "risoluti sforzi" per raggiungere la pace con le Farc. In "gara" figuravano 228 individui e 148 organizzazioni, per un totale di 376 nomination

OSLO (NORVEGIA) - E' Juan Manuel Santos il premio Nobel per la Pace 2016. Il presidente della Colombia è stato premiato per i suoi "risoluti sforzi" per giungere alla pace con i guerriglieri delle Farc e "porre fine a oltre cinquant'anni di guerra civile nel paese, una guerra che è costata la vita ad almeno 220mial colombiani e causato quasi sei milioni di profughi" si legge nelle motivazioni del comitato Nobel.

IL NOBEL - Santos è stato scelto in un elenco di ben 376 candidati: 228 individui e 148 organizzazioni. La loro identità è tenuta rigorosamente segreta, ma una lista circolava da qualche giorno. In pole position c'erano i caschi bianchi siriani, i volontari che ogni giorno estraggono i civili dalle macerie nel Paese straziato dalla guerra civile, ma anche i negoziatori dell'accordo sul nucleare iraniano. Tra i candidati più improbabili anche Donald Trump, per la sua "vigorosa ideologia per la pace attraverso la forza". I Caschi bianchi erano i preferiti dall'opinione pubblica: una petizione per assegnare a loro il premio ha raccolto oltre 304.000 firme. 

LA STORIA DI SANTOS - Sessantacinque anni, cresciuto in una famiglia dell'alta società di Bogotà, ha studiato alla London School of Economics e ha iniziato la sua carriera come giornalista. Durante la sua carriera da reporter, ha vinto il premio del Re di Spagna per le sue cronache sulla rivoluzione sandinista in Nicaragua. Membro dle Partito liberale colombiano, è stato ministro per il Commercio Estero, delle Finanze e della Difesa. 

IL PARTITO DELLA "U" - Nel 2005 è stato tra i fondatori del Partito della U, guidato dal suo predecessore Alvaro Uribe e rimase a capo di questa organizzazione fino al luglio del 2006, quando è stato nominato ministro della Difesa. In tale veste ha condotto una vera e propria crociata contro le Farc con l'obiettivo di indebolire il movimento e costringerlo a negoziare. Insomma, da politico di "estremo centro" - come ama definirsi - aveva "fatto la guerra per inseguire la pace", secondo l'opinione più diffusa degli analisti.

LA GUERRA ALLE FARC - Alla guida dalle forze armate colombiane fino al 2009, ha inflitto pesanti colpi alle Farc. Sotto la sua guida l'esercito ha ucciso il comandante Raul Reyes ed è riuscito a liberare Ingrid Betancourt, rapita dai guerriglieri nel febbraio 2002. Nel momento in cui ha fatto il suo ingresso al palazzo presidenziale Casa de Narino, nel 2010, dunque, la guerriglia colombiana era già da tempo il suo nemico numero uno.

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