Martedì, 28 Settembre 2021
L'appello / Afghanistan

"Portateci via da Kabul": in Afghanistan i talebani stanno mostrando il loro vero volto

A dispetto delle conferenze stampa con gli abiti ripuliti e le promosse di applicare un codice per i diritti civili più aperto alle libertà civili le cose stanno andando in maniera decisamente diversa

"Aiutateci, i talebani stanno arrivando a casa": un gruppo di ragazze afghane implora aiuto ai soldati americani a guardia dell'aeroporto di Kabul. Pianti terribili immortalati in video pubblicato su Twitter e che si consumano strazianti dietro ai tornelli: sono i volti delle migliaia di persone che da giorni cercano di fuggire dall'Emirato islamico che si è insediato in Afghanistan con il ritorno al potere dei talebani. 

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In fuga perché il regime dei talebani sta mostrando la sua vera faccia dopo le conferenze stampa con gli abiti ripuliti e le promosse di applicare un codice per i diritti civili più aperto al rispetto delle libertà individuali e verso la condizione delle donne seppure nei limiti di una lettura decisamente conservativa della sharia, la legge non scritta dei precetti islamici. 

Una nota giornalista della Tv nazionale afghana, Shabnam Dawran, è stata respinta oggi quando si è presentata al lavoro. "Il regime è cambiato. Lei non ha il permesso di rimanere qui. Vada a casa", le è stato detto all'ingresso della sede della radio televisione nazionale afghana come ha raccontato la stessa giornalista che si era presentata con il suo badge d'ingresso, il capo coperto da un velo e un lungo abito.

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Una foto diffusa da Foxnews mostrerebbe inoltre il cadavere di una donna, percossa e uccisa in strada nella provincia di Takhar perché sarebbe uscita senza burqua. Immagini che non vi mostreremo perché troppo violente, mentre sono virali video e foto di come in ogni parte del paese le pubblicità con donne in abiti occidentali vengano coperte di vernice bianca. A Kabul la calma apparente del centro cittadino si trasforma in caos nei pressi dell'aeroporto. Posti di blocco sarebbero stati istituiti dai talebani che ostacolano i civili che cercavano di raggiungere l'aeroporto e fuggire dal paese come testimonia l'inviata dell'emittente statunitense Cnn Clarissa Ward che ha spiegato le difficoltà di chi vuole raggiungere lo scalo aeroportuale per scappare.

Solo nelle ultime ore da Kabul sono arrivate notizie di scontri e repressioni contro il dissenso manifestato a Jalalabad come in altre città del paese mediorientale. 

Proteste contro i talebani, spari sulla folla: è strage 

Il nuovo regime sta mostrando davvero il suo nuovo volto? Se guardiamo alle aree dell'Afghanistan che sono rimaste sotto il controllo dei talebani anche negli ultimi 20 anni (ovvero buona parte delle province del Sud) le donne non vanno a scuola né possono rivestire incarici lavorativi di primo livello. È per questo che gli afghani, soprattutto le donne e le famiglie che vivono nei grandi centri urbani non vogliono fidarsi della grande operazione di rebranding che il gruppo islamista ha messo in piedi nell'ultimo anno, permeando tv e social network.

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In contrasto con i proclami restano così le scene delle famiglie che stanno cercando di uscire dal paese ma non sono sulla lista dei voli con i soldati a guardia dell'aeroporto che non hanno altra scelta che respingerli, di nuovo lungo la strada verso i posti di blocco dei talebani. 

Intanto dopo il primo volo di oggi che ha portato in Italia 85 tra ex collaboratori afgani e loro familiari e una cooperante italiana, altri due velivoli C130J sono decollati dal Kuwait alla volta di Kabul per imbarcare altre 103 persone che verranno poi trasportate in Italia con un KC 767 dell'Aeronautica Militare. 

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Le famiglie dei cooperanti con il console italiano in attesa di partire da Kabul

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